cristiani Attaccati e saccheggiati

SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] "Islam. Siamo in guerra": c'è un solo islam e una strategia di islamizzazione dell'Europa 18/09/2015 19:27:55 di Magdi Cristiano Allam Cari amici, vi propongo in anteprima il testo della sinossi del mio nuovo libro "Islam. Sicuramente no, altrimenti non scriverebbe cialtronate sulla libertà e la democrazia. In alcune delle sedicenti democrazie islamiche qualche donna è stata eletta, anche in Pakistan, per esempio, però lo stesso sparano alle ragazzine che vanno a scuola, bruciano la facce con l'acido a quelle che non portano il velo e seppelliscono vive quelle che si vogliono sposare contro il parere degli anziani. Anche se capo di Stato un femmina nell'islam può essere sempre picchiata dal marito come sancisce il Corano e ce lo ricorda la Televisione di stato della laica Tunisia. lei lo sa che il paese suo produce un tale quantitativo di delitti d'onore che potreste esportarli? Lei è la sovrana di una nazione che ha condannato un poveraccio a tre anni di galera per aver inserito tre versi del Corano in una poesia. Non se lo ricorda più? Lei è la sovrana di un paese che condanna a tre anni di galera un poeta che ha inserito due versi del Corano in una poesia e osa pronunciare la parola democrazia? Lei osa pronunciare le parole “l’islam è democrazia” ? Se invece di parlare su YouTube lei si desse da fare a tirar fuori il disgraziato di galera, noi magari un "cicin" (piemontesismo vuol dire un grammo, una stilla) di sforzo per rinunciare alla nostra cretinaggine potremmo anche farlo. Così come stanno le cose, scusi maestà, la cretinaggine di essere anti islamici ce la teniamo stretta come l'orsacchiotto con cui andavamo a letto da bambini. Lei potrebbe far sentire la sua voce per parlare contro la follia delle corti islamiche somale, lei potrebbe far sentire la sua voce per parlare contro la situazione dell'Arabia Saudita dove preferiscono che le figlie brucino vive piuttosto che saperle con il viso scoperto o convertite, lei potrebbe far sentire la sua voce per i cristiani che patiscono nelle terre dell'islam, e invece si mette a fare il piagnisteo su quanto noi siamo cattivi a considerare l'islam una religione liberticida. Islam vuol dire sottomissione. Nel Santo Corano la parola libertà non è contenuta nemmeno una volta. Le ricordo l'ordine contenuto nell'islam ai suoi sudditi di conquistare il mondo. Ma lei lo conosce già, vero? Perché non dovremmo preoccuparci di una religione che dichiara ufficialmente di volerci asservire? Per la paura di essere accusati di razzismo. Le armi dell'islam sono la violenza, la minaccia e il vittimismo. Lei maestà è una delle voci del vittimismo. Le ricordo i versetti V, 33 del Corano: «In verità la ricompensa di coloro che combattono Iddio e il Suo Messaggero e si danno a corrompere la terra, è che essi saranno massacrati, o crocifissi, o amputati delle mani e dei piedi dai lati opposti, o banditi dalla terra: questo sarà per loro ignominia in questo mondo e nel mondo a venire avranno immenso tormento». La democrazia è la libertà di parola, maestà, una cosa di cui lei, essendo islamica, non ha idea, la libertà di parola non è compatibile con un sistema che condanna a morte e alla tortura gli oppositori. Credo che sia il momento di spiegare i fondamentali divieti dell’islam. Nell’islam è vietata la musica. La musica, come il vino, sarà riservata al paradiso (dei maschi, in quello delle femmine solo fichi e uva). L’ayatollah Khomeini, sempre sia santificato il suo santo nome (sono già stata accusata di islamofobia e stavo cercando di ripulirmi la reputazione) ha specificato quanto la musica, tutta la musica, sia contraria all’islam e che Allah il misericordioso verserà piombo fuso nelle orecchie di coloro che hanno ascoltato musica. Questo è il motivo per cui i veri islamici, Talebani e Corti islamiche somale, vietano la musica e la puniscono con la morte. Certo: gli uomini non possono vivere senza la musica. La musica è un mezzo di comunicazione ancora più antico della parola. Quindi c’è un mucchio di musica che si forma spontaneamente, tollerata, certo, ma mai incoraggiata. Nel caso dell’integralismo vietata. http://www.magdicristianoallam.it/blogs/verita-e-rivoluzione/lettera-aperta-alla-regina-rania-di-giordania-%E2%80%9Cio-condanno-l-islam-ma-non-sono-razzista%E2%80%9D.html
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Lettera aperta alla regina Rania di Giordania: da parte dei martiri cristiani! SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] “Io condanno l'islam ma non sono razzista” Scusate: avete mai sentito parlare di musica sinfonica islamica? Certamente no. I somali sono dovuti scappare dalla loro disperata terra per evitare la condanna a morte. "Per la verità nel Corano non c'è un divieto esplicito della musica e del canto. L'interdizione fa piuttosto riferimento a delle fatwe emesse da teologi wahhabiti, come il defunto mufti dell'Arabia Saudita, Abdelaziz Bin Baz, che disse: «La parola ma'azif si riferisce al canto e agli strumenti musicali. Il Profeta ci ha detto che alla fine dei tempi arriverà un popolo che permetterà queste cose così come permetterà l’alcol, l’adulterio e la seta. Questo è uno dei segni della profezia, tutto ciò è accaduto. Il hadith (il detto) indica che gli strumenti musicali sono haram (proibiti) e condanna coloro che dicono che sono halal (leciti), così come condanna coloro che ritengono che l’alcol e l'adulterio sono leciti. Chiunque ritenga che il canto e gli strumenti musicali siano leciti mente e commette un peccato grave». ( Magdi Cristiano Allam) L’islam vieta le immagini: ecco il motivo per cui Michelangelo non nasce mai in Arabia. L’islam vieta il teatro, che è menzogna: non è mai esistito nella tradizione islamica. Qualcuno di voi ha mai sentito parlare di commediografi islamici? Di un’opera lirica islamica? Di un teatro tradizionale? Secondo voi come mai? Per le stesse ragioni è stata vietato qualsiasi tipo di narrazione. Come la musica le narrazioni si formano da sole, e nei periodi migliori sono tollerate, mai incoraggiate. Le pochissime narrazioni esistenti nell’islam, Le mille e una Notte e poco altro, sono in realtà frutto di dissidenti. Le Mille e una notte sono attualmente vietate in tutti i paesi islamici integralisti. La filosofia nell’islam è vietata, infatti non c’è. Tutto quello che non è nel Corano è sbagliato e quindi non va considerato, non va neanche stampato. Nel suo bellissimo libro L’Infedele, la scrittrice somala Ayaan Hirsi Ali racconta la sua emozione, la sua passione, quando ha scoperto Spinoza e Kant, che descrive quasi da un punto di vista architettonico: la filosofia è un’architettura di pensiero. L'uomo non può vivere senza filosofia. La filosofia, come la musica, si forma dappertutto, e quindi ci sono stati nell'islam grandissimi scienziati e grandissimi filosofi, nel primo periodo della sua esistenza, fino al 1300, in quel periodo fu straordinaria la fioritura scientifica, certo, perché gli uomini dell'islam, come tutti gli uomini, sono istintivamente portati verso la conoscenza, e misero insieme filosofia e scienza delle civiltà che stavano conquistando con le armi per creare un'esplosione di pensiero. Basti pensare all’importanza della diffusione dello zero, intuizione indiana, nel mondo occidentale, basti pensare agli strumenti astronomici. Ma quei filosofi, tutti, erano dissidenti. Furono tollerati in alcuni periodi e in alcuni luoghi e furono straordinari, fino a quando L’islam restò vincente. Con la prima seria sconfitta islamica, la riconquiste della Spagna, i mullah anticiparono lo wahhabismo, dichiarando che i guai dell’islam erano causati dalla non applicazione integrale del Corano e chiusero i battenti alla scienza e alla filosofia. Non esistono né possono esistere filosofi nell’islam, tra i veri credenti, filosofo islamico è una contraddizione in termini. Spesso Tariq Ramadan, viene definito un filosofo. Tariq Ramadan è un laureato in filosofia che insegna filosofia in un liceo di Ginevra, e non so come possa insegnarla perché nei suoi libri si vede come non solo non abbia mai avuto un’idea filosofica in vita sua, ma che non ha neanche ancora capito la filosofia che cosa sia in realtà. La filosofia non può esistere perché è vietata la filologia e questa è la differenza fondamentale, quella da cui tutto deriva. Non è possibile studiare la Bibbia senza sviluppare un altissimo livello di filologia, letteralmente amore per la parola, per il verbo. Gli studiosi della Torà sono abituati dall’età di 5 anni a spaccare il capello in quattro. L’ultimo premio Nobel israeliano per l’economia è uno che ha perfezionato la teoria del caos e c’è riuscito grazie allo studio della Torà. Dove c’è filologia, e solo dove c’è filologia, prima o poi si sviluppa il pensiero filosofico. Dove c’è il pensiero filosofico si sviluppa il pensiero scientifico e solo se c’è il pensiero scientifico può svilupparsi quello tecnologico. Gli Ebrei sono in totale 14 milioni di persone, contro un miliardo e qualcosa di cristiani e un miliardo e qualcosa di Musulmani, però la loro percentuale di premi Nobel è impressionante. (126) O concludiamo che gli Ebrei sono geneticamente superiori a tutti gli altri, o concludiamo che lo studio della Bibbia dona un formidabile sviluppo delle facoltà cognitive. La Bibbia è anche una formidabile raccolta di storie. Adamo, Eva, Lot e consorte, Giuseppe e i suoi fratelli, Isacco, Sara, Mosè eccetera, eccetera. Storie. Una montagna di storie. Le storie sviluppano la nostra intelligenza e grazie al meccanismo dell’identificazione con il protagonista fanno da ammortizzatore alle emozioni . Le storie e il pensiero scientifico e matematico vanno di pari passo. Dove non ci sono storie non c’è pensiero matematico. Ci sono persone che hanno una straordinaria capacità si raccontare e ascoltare storie e magari non capiscono un fico di matematica, ed altri che adorano la matematica e detestano le storie, come Nash, per esempio, il matematico autore della prima teoria del caos. Però in una cultura ci devono essere sia il pensiero narrativo che quello scientifico matematico, esattamente come nel passo di una persona ci sono il piede destro e quello sinistro. Come diceva la buonanima del dottor Einstein: se volete dei figli intelligenti raccontate loro le fiabe e se volete dei figli molto intelligenti raccontate loro molte fiabe. Gli Ebrei sono dannatamente intelligenti perché gli raccontano la Bibbia. Gesù Cristo non ha scritto nulla. I 400 vangeli che parlano di lui sono in contraddizione gli uni con gli altri ci spingono alla filologia. In più i vangeli sono un tripudio di storie, tra il racconto della vita di Gesù e le parabole. Anche noi con la filologia siamo bravini. In più il Vangelo, come la Bibbia è una formidabile ricchezza di Storie, la straordinaria storia di Gesù Cristo, le parabole. Una ricchezza straordinaria. Non è un caso che i seguaci di questa religione siano diventati una ricchezza di architettura, arte, musica, teatro letteratura, astrofisica, astronomia senza la fisica, fisica senza l'astronomia, chimica, matematica e qualche altra cosa che adesso non elenco perché altrimenti non mi bastano tre pagine. Il Corano è dettato. Il Corano è dettato, non ispirato: il Corano è il pensiero di Dio, il Corano è Dio, esiste da sempre, da molto prima che Maometto lo sentisse e lo raccontasse, esiste dalla notte dei tempi, esisteva prima del mondo. Non può essere elaborato. Può solo essere imparato a memoria, nelle terribile scuole coraniche dove chi sbaglia viene picchiato a sangue e a volte anche a morte, come è successo in Pakistan a un bimbo cieco di 8 anni, due mesi fa. Chi esce dalle scuole rabbiniche ha imparato a pensare. I monaci del medio evo hanno salvato il sapere del mondo latino e rifondato la scienza. Nell’islam la filologia è vietata. Questo è il punto fondamentale. Chi esce dalle scuole coraniche ha avuto il pensiero distrutto con la violenza e una micidiale, brutale ma efficace tecnica di lavaggio del cervello. Quando Gutemberg inventò la stampa, il costo dei libri si abbatté e il loro numero di moltiplicò, ma solo in ambiente cristiano. La stampa fu vietata nei paesi islamici: visto che l’unico libro che serve è il Corano, perché stamparne altri? La stampa fu introdotta in quei paesi solo con l’Impero Britannico, ma oramai era tardi: il gap scientifico e narrativo tra i due mondi, cristiano e islamico era incolmabile. In questo momento ogni anno in tutto il mondo islamico, un miliardo e duecento milioni di persone, vengono stampati 30.000 libri, 30.000 nuovi titoli, l’anno, tra libri tradotti e produzione locale, tra narrativa, saggistica e testi scientifici per le università. 30.000 nuovi titoli in un anno sono la quota della piccola Grecia. Il minuscolo stato (6 milioni di persone) di Israele stampa ogni anno 35.000 libri, oltre ad avere una circolazione stratosferica di libri in inglese, francese e russo, tedesco e spagnolo. Poi c’è il problema della scienza. Sia il Giudaismo che il Cristianesimo affermano che Dio è coerente. Ha fatto le regole che regolano l’universo e queste regole sono sempre le stesse. Lo spiega anche San Tommaso. “Poiché i principi di certe discipline, come la logica, la geometria e l’aritmetica, sono desunti dai soli principi formali delle cose , dai quali dipende la loro essenza, ne segue che Dio non può fare cose contrarie a questi principi, non può fare ad esempio che le linee che passano dal centro della circonferenza non siano uguali…” Dato che Dio ha fatto regole immutabili, vale la pena di studiarle. Ebrei e Cristiani possono essere scienziati. Nell’islam invece Allah il Misericordioso, sempre sia santificato il suo nome, è assolutamente libero. Può decidere di far girare i pianeti in un senso o nell’altro a seconda di come gli gira. Studiare le leggi della natura è blasfemo perché vuol dire ritenere che Allah abbia il dovere di fare sempre le stesse cose. Nel mondo islamico Allah il Misericordioso non permette la scienza. Ci sono in compenso numerose cose vietate nella religione giudaico cristiana e invece permesse nell’islam. La legge di Mosè è incisa sulla pietra ed è uguale per tutti.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Lettera aperta alla regina Rania di Giordania: da parte dei martiri cristiani! SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] “Io condanno l'islam ma non sono razzista” 08/01/2013 08:21:04 di Silvana De Mari Lettera aperta alla regina Rania di Giordania: “Io condanno l'islam ma non sono razzista” La bellissima regina Rania di Giordania ha lasciato un bel po' di video su YouTube per spiegare com’è bello l’islam, carino e simpatico, un gioiellino dell’umana intelligenza. La bellissima regina Rania di Giordania spiega su YouTube che l’islam è democrazia, e chi lo nega è un povero idiota, razzista e sciocco, superato dalla storia. Quindi noi che riteniamo l’islam la negazione della dignità delle donne e della libertà umana siamo solo dei poveri beceri malati di razzismo e pieni di pregiudizi. Che siamo un po’ cretini, maestà può anche darsi, è una di quelle cose, la propria cretinaggine e la sua eventuale assenza, su cui è sempre meglio non nutrire certezze assolute. Che i nostri siano pregiudizi, maestà, questa è una sciocchezzuola, perché maestà, il pregiudizio è un giudizio dato prima, pre-giudizio, pre, vuol dire prima. Noi il Corano ce lo siamo letto, maestà, con una fatica boia perché è proprio brutto, dal punto di vista letterario è di una bruttezza rivoltante oltre che essere un ammasso di contraddizioni fastidiose, però tra una contraddizione e l'altra, maestà, tenendo presente che il successivo annulla il precedente, che quella roba lì contenga una violenza assoluta e inestinguibile, maestà è innegabile. Ci siamo letti la vita di Maometto, ce la siamo letti con i capelli dritti sulla testa: vede maestà, quando stermina gli ebrei della Penisola Arabica e quando sposa una bambina di 8 anni, scusi maestà, ma abbiamo sussultato. Sa, con Gesù Cristo eravamo abituati in un'altra maniera e a noi tutte questa somiglianza tra Cristo e Maometto che dice lei, per cui è evidente che il primo è il preannunciatore dell'altro, scusi sa, ma a noi ci sembra una negazione del principio di realtà, che è una maniera colta per dire che è una vera idiozia. Ci siamo anche studiati tutta la vostra storia, il nostro non è un pregiudizio, maestà, persino noi ormai sappiamo che vuol dire sunnita, sciita e sufita, sappiamo anche che vuol dire salafita, avete una passione per la S vero?, possiamo tenere conferenze su che cos’è lo wahhabismo, Il nostro non è un pregiudizio, ma un giudizio, e nessuno ci può venire a dire che non abbiamo il diritto di esprimere un giudizio, perché altrimenti la libertà verrà calpestata. Libertà, maestà, è insieme a democrazia, una parola di cui lei non ha nessuna idea. Le pronuncia perché non le capisce, non le ama, sono parole per cui lei non morirebbe mai. Noi sì, maestà. Noi moriremmo per la dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, della Donna e del Cittadino e lei, maestà di cosa sia quella dichiarazione, non ha la più pallida idea. Democrazia vuol dire tre cose: diritto di voto uguale dignità per tutti i cittadini libera stampa per gli oppositori. In alcuni paesi arabi si vota, maestà, ma mancano gli altri due componenti, quindi non si tratta di democrazie. Il Corano sancisce l'inferiorità degli infedeli rispetto ai credenti, l’inferiorità degli schiavi rispetto ai padroni e l’inferiorità delle donne rispetto agli uomini. A proposito di schiavi: in realtà l’insulto al presidente USA Obama non è "negro filoisraeliano", ma "schiavo negro filoisraeliano", perchè in arabo negro e schiavo si dicono con la stessa parola. Hirsi Alì ne L'Infedele ci racconta di come lei, somala, quando viveva in Arabia Saudita, veniva normalmente apostrofata con le normali parole "schiava negra". In Egitto, vede, per esempio, ai cristiani non è permessa nessuna carica pubblica, nemmeno quella di preside, Algeria, Tunisia e tutte le nazioni che nel 1967 hanno espulso le minoranze israelite non hanno rispettato i diritti delle minoranze e quindi non sono democrazie. Lei ha una qualche idea di cosa voglia dire fare il cristiano in Pakistan? Sicuramente no, altrimenti non scriverebbe cialtronate sulla libertà e la democrazia. In alcune delle sedicenti democrazie islamiche qualche donna è stata eletta, anche in Pakistan, per esempio, però lo stesso sparano alle ragazzine che vanno a scuola, bruciano la facce con l'acido a quelle che non portano il velo e seppelliscono vive quelle che si vogliono sposare contro il parere degli anziani. Anche se capo di Stato un femmina nell'islam può essere sempre picchiata dal marito come sancisce il Corano e ce lo ricorda la Televisione di stato della laica Tunisia. lei lo sa che il paese suo produce un tale quantitativo di delitti d'onore che potreste esportarli? Lei è la sovrana di una nazione che ha condannato un poveraccio a tre anni di galera per aver inserito tre versi del Corano in una poesia. Non se lo ricorda più? Lei è la sovrana di un paese che condanna a tre anni di galera un poeta che ha inserito due versi del Corano in una poesia e osa pronunciare la parola democrazia? Lei osa pronunciare le parole “l’islam è democrazia” ? Se invece di parlare su YouTube lei si desse da fare a tirar fuori il disgraziato di galera, noi magari un "cicin" (piemontesismo vuol dire un grammo, una stilla) di sforzo per rinunciare alla nostra cretinaggine potremmo anche farlo. Così come stanno le cose, scusi maestà, la cretinaggine di essere anti islamici ce la teniamo stretta come l'orsacchiotto con cui andavamo a letto da bambini. Lei potrebbe far sentire la sua voce per parlare contro la follia delle corti islamiche somale, lei potrebbe far sentire la sua voce per parlare contro la situazione dell'Arabia Saudita dove preferiscono che le figlie brucino vive piuttosto che saperle con il viso scoperto o convertite, lei potrebbe far sentire la sua voce per i cristiani che patiscono nelle terre dell'islam, e invece si mette a fare il piagnisteo su quanto noi siamo cattivi a considerare l'islam una religione liberticida. Islam vuol dire sottomissione. Nel Santo Corano la parola libertà non è contenuta nemmeno una volta. Le ricordo l'ordine contenuto nell'islam ai suoi sudditi di conquistare il mondo. Ma lei lo conosce già, vero? Perché non dovremmo preoccuparci di una religione che dichiara ufficialmente di volerci asservire? Per la paura di essere accusati di razzismo. Le armi dell'islam sono la violenza, la minaccia e il vittimismo. Lei maestà è una delle voci del vittimismo. Le ricordo i versetti V, 33 del Corano: «In verità la ricompensa di coloro che combattono Iddio e il Suo Messaggero e si danno a corrompere la terra, è che essi saranno massacrati, o crocifissi, o amputati delle mani e dei piedi dai lati opposti, o banditi dalla terra: questo sarà per loro ignominia in questo mondo e nel mondo a venire avranno immenso tormento». La democrazia è la libertà di parola, maestà, una cosa di cui lei, essendo islamica, non ha idea, la libertà di parola non è compatibile con un sistema che condanna a morte e alla tortura gli oppositori. Credo che sia il momento di spiegare i fondamentali divieti dell’islam. Nell’islam è vietata la musica. La musica, come il vino, sarà riservata al paradiso (dei maschi, in quello delle femmine solo fichi e uva). L’ayatollah Khomeini, sempre sia santificato il suo santo nome (sono già stata accusata di islamofobia e stavo cercando di ripulirmi la reputazione) ha specificato quanto la musica, tutta la musica, sia contraria all’islam e che Allah il misericordioso verserà piombo fuso nelle orecchie di coloro che hanno ascoltato musica. Questo è il motivo per cui i veri islamici, Talebani e Corti islamiche somale, vietano la musica e la puniscono con la morte. Certo: gli uomini non possono vivere senza la musica. La musica è un mezzo di comunicazione ancora più antico della parola. Quindi c’è un mucchio di musica che si forma spontaneamente, tollerata, certo, ma mai incoraggiata. Nel caso dell’integralismo vietata.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Ricorse alla guerra privata, istituzione comune in Arabia, Maometto inviò subito manipoli di suoi sostenitori ad attaccare le carovane della Mecca, punendo così i suoi connazionali increduli e, al contempo, ottenendo un ricco bottino”. Dall’altra, “Maometto approfittò di questo successo per eliminare da Medina, facendola massacrare, l’ultima tribù ebrea ancora esistente, quella dei Qurayza, con l’accusa di comportamento sospetto”. Poi, “dopo la morte di Khadidja, sposò una vedova, brava donna di casa di nome Sawda, e anche la piccola Aisha, che aveva appena dieci anni. Le sue tendenze erotiche, a lungo represse, lo avrebbero portato a contrarre contemporaneamente una decina di matrimoni”. C’è un’esaltazione della violenza, perché il Corano mostra Maometto sotto questa luce: guerrafondaio senza pietà, predatore, massacratore di ebrei e poligamo. Ovviamente anche la chiesa cattolica ha le sue colpe. La sua storia è costellata di pagine nere, delle quali ha fatto ammenda: l’inquisizione, la caccia alle streghe, l’esecuzione dei filosofi Bruno e Vanini, la condanna degli epicurei, quella del cavaliere de La Barre, accusato di empietà in pieno XVIII secolo, non depongono a suo favore. Però c’è una differenza fondamentale tra il cristianesimo e l’islam: è sempre possibile tornare ai valori evangelici, alla dolce personalità di Gesù Cristo, riscattandosi dagli errori della chiesa. Pochi. Nessun errore della chiesa è stato ispirato dal Vangelo. Gesù è per la non violenza, e il ritorno al Cristo rappresenta la salvezza nei confronti di certi eccessi dell’istituzione ecclesiale. Il ricorso a Maometto, invece, rafforza l’odio e la violenza. Gesù è il maestro dell’amore, Maometto, il maestro dell’odio. La lapidazione di Satana che si ripete ogni anno alla Mecca non è solo un fenomeno superstizioso: non si riduce infatti allo spettacolo di una folla isterica che flirta con la barbarie, ma ha una portata antropologica. Si tratta invero di un rito che ogni musulmano è invitato ad accettare, radicando la violenza come dovere sacro nel cuore del credente. Questa lapidazione, che ogni anno provoca la morte di fedeli calpestati dalla folla (a volte anche centinaia), è un rituale che ingloba la violenza arcaica. Anziché eliminare questa violenza arcaica neutralizzandola, sulla scia dell’ebraismo e del cristianesimo (l’ebraismo inizia con il rifiuto del sacrificio umano, che è l’ingresso nella civiltà, mentre il cristianesimo trasformerà il sacrificio in eucarestia), l’islam le crea un bel nido per crescere al caldo. Mentre l’ebraismo e il cristianesimo sono religioni i cui riti sono rivolti contro la violenza e la delegittimano, l’islam è una religione che esalta la violenza e l’odio, sia nel suo testo sacro che in alcuni riti comuni. Odio e violenza pervadono il testo sul quale si formano tutti i musulmani: il Corano. Come ai tempi della Guerra fredda, la violenza e l’intimidazione vengono utilizzate al servizio di un’ideologia che si vuole egemone: l’islam, che mira a mettere la sua cappa di piombo sul mondo intero. Benedetto XVI sta soffrendo la crudeltà di tale esperienza. Come in altri tempi, è necessario dire a chiare lettere che l’occidente è “il mondo libero” nei confronti di quello musulmano, e, come in quei tempi, gli avversari di questo “mondo libero”, funzionari zelanti del Corano, pullulano al suo interno”. Robert Redeker (traduzione Studio Brindani) Se sua maestà Rania di Giordania avesse parlato per la libertà e la vita di Robert Redeker e degli altri condannati a morte della Jiad islamica, contro le ragazzine cristiane rapite e violentate a Betlemme e a Mosul, contro le 2000 chiese bruciate a Giacarta, contro le chiese bruciate in Kenia e in Nigeria, sarebbe stata una grande donna, il Gandy islamico, la speranza, il futuro. Ma non lo ha fatto altro che il solito piagnisteo: puro distillato di cialtronaggine. Noi non siamo orchi. Noi non bruciamo le moschee e se qualcuno lo fa lo fermiamo. Noi non manchiamo di rispetto alle persone che portano nel vestiario i segni dell’islam, noi non profaniamo il Corano e se qualcuno lo facesse noi saremmo i primi a fermarlo e a punirlo. Ma noi rivendichiamo il diritto alla libertà di parola. Quindi propagandiamo l’articolo di Robert Redeker, lo appendiamo nella scuole, nella fabbriche, negli uffici, lo mandiamo via internet a tutti quelli che conosciamo. Ne facciamo un manifesto e lo appendiamo davanti alle moschee, perché la libertà appartiene a tutti gli uomini e le donne della terra. E le religioni che negano questa liberà meritano di essere combattute fino alla morte. Fino alla nostra morte, perché forse ci ammazzeranno, faremo la fine di Theo Van Gogh, certo, oppure fino alla morte delle religioni che negano la libertà, che si disfaranno nel nulla.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] "Islam. Siamo in guerra": c'è un solo islam e una strategia di islamizzazione dell'Europa 18/09/2015 19:27:55 di Magdi Cristiano Allam Cari amici, vi propongo in anteprima il testo della sinossi del mio nuovo libro "Islam. Siamo in guerra", pubblicato nelle alette interne alla copertina sul fronte e sul retro del libro. Il libro sarà disponibile nelle edicole, in allegato con Il Giornale, a partire da domani mattina sabato 19 settembre. È una sintesi della tesi di fondo sull'unicità dell'islam e sulla realtà della guerra globalizzata scatenata contemporaneamente dal terrorismo islamico dei tagliagole e dei taglialingue, che sfocia in una strategia di islamizzazione dell'Europa su cui converge l'islamizzazione demografica e l'invasione di clandestini musulmani, il condizionamento della finanza islamica impegnato nella diffusione della rete di moschee e scuole coraniche, la codificazione del reato di islamofobia per vietare qualsiasi critica all'islam come religione. "Siamo in guerra. È il Jihad, la guerra santa islamica, scatenata dal terrorismo islamico dei tagliagole, che ci sottomettono con la paura di essere decapitati, e dei taglialingue, che ci conquistano imponendoci la legittimazione dell’islam. È la Terza guerra mondiale, che vede partecipi la Finanza speculativa globalizzata, l’Eurocrazia, lo Stato-Mafia e la Chiesa relativista; che distrugge l’economia reale e impoverisce i popoli, spoglia gli Stati della sovranità e pone fine alla democrazia sostanziale, scardina la certezza di chi siamo e ci trasforma nel meticciato etnico e culturale. È ora di prendere atto della realtà della guerra in corso, essere consapevoli che, o si combatte per vincere, o la subiremo e saremo sottomessi all’islam. È fondamentale riconoscere che la radice del male è l’islam. Che c’è un solo islam che legittima l’odio, la violenza e la morte contro i “miscredenti”, ovvero tutti i non musulmani. Che i terroristi islamici che sgozzano, decapitano e massacrano sono quelli che più fedelmente ottemperano a quanto Allah ha prescritto nel Corano e quanto ha detto e ha fatto Maometto. Che i sedicenti musulmani “moderati” sono quelli che, all’insegna della “taqiya”, la dissimulazione, perseguono l’obiettivo di sottometterci costruendo delle roccaforti islamiche dentro casa nostra, attraverso il riconoscimento dell’islam come religione di pari valore del cristianesimo, la diffusione delle moschee, il condizionamento della finanza islamica, l’islamizzazione demografica, l’invasione di clandestini musulmani, la codificazione del reato di islamofobia, il lavaggio di cervello anche tramite Internet, la strumentalizzazione della democrazia per imporre la sharia. Se non combattiamo il terrorismo islamico dentro e fuori di casa nostra, l’Europa farà la stessa fine delle altre due sponde del Mediterraneo, che erano cristiane al 98% e sono state sottomesse all’islam. Per vincere dobbiamo fortificarci dentro, riscoprendo il sano amor proprio, l’orgoglio di chi siamo, il dovere di salvaguardare l’unica civiltà che esalta la vita, la dignità e la libertà."
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] 19/08/2013 08:40:03 0 Commenti Silvana De Mari L'orrore dei genitori islamici che istigano i propri figli al terrorismo suicida L'orrore dei genitori islamici che istigano i propri figli al terrorismo suicida Il nostro cervello funziona grazie all’integrazione dei due emisferi. L’emisfero sinistro, quello razionale, funziona per via logica, è analitico, processa un solo pensiero alla volta, pensiero di cui siamo coscienti. L’emisfero destro funziona ... Continua la lettura 27/07/2013 16:42:38 0 Commenti Silvana De Mari Perché i moralmente superiori Lerner e Santoro non si occupano delle vittime del nazismo islamico? Perché i moralmente superiori Lerner e Santoro non si occupano delle vittime del nazismo islamico? Azer Sherif è stato picchiato due volte e minacciato di morte. Primo Levi descrive le sensazioni di paura e vergogna che nascono dal subire un’aggressione fisica soprattutto se ripetuta (I sommersi e i salvati, ed Einaudi). Il mondo non è più lo... Continua la lettura 26/07/2013 10:10:32 Commenti Salviamo i cristiani . Rassegna stampa sulla manifestazione di Torino in sostegno a Sherif Azer Continua la lettura 26/07/2013 10:01:11 0 Commenti Marta Tondo Corteo di solidarietà per il rappresentante dei cristiani copti aggredito Corteo di solidarietà per il rappresentante dei cristiani copti aggredito Un corteo di solidarietà ha sfilato ieri per le vie del centro, partendo da corso Valdocco. (www.nuovasocieta.it) - Un corteo contro la violenza e a favore della libertà. Un corteo per l'egiziano Sherif Azer, rappresentante ... Continua la lettura 26/07/2013 09:50:20 0 Commenti www.ilgiornale.it/ / Ancora botte per Sherif, l'egiziano cristiano Ancora botte per Sherif, l'egiziano cristiano Sherif Azer, cittadino italiano, cristiano copto nato in Egitto, rappresentante della Comunità Cristiana Copta di Torino e vice-presidente dell'Associazione «Salviamo i cristiani», è stato nuovamente aggredito ieri da un gruppo di islamici verso... Continua la lettura 26/07/2013 09:35:56 0 Commenti www.torinotoday.it/ / Manifestazione cristiana contro l'Islam in corso Valdocco, Due aggressioni a Sherif Azer a Porta Palazzo „Cristiano linciato da due islamisti, in strada la rabbia del quartiere Manifestazione cristiana contro l'Islam in corso Valdocco, Due aggressioni a Sherif Azer a Porta Palazzo „Cristiano linciato da due islamisti, in strada la rabbia del quartiere Manifestazione cristiana contro l'Islam in corso Valdocco, Due aggressioni a Sherif Azer a Porta Palazzo „Ieri sera un centinaio di persone hanno manifestato per le vie del centro per chiedere solidarietà all'egiziano ag... Continua la lettura 26/07/2013 09:31:44 0 Commenti Civico20 News . Grande partecipazione alla manifestazione di solidarietà a Sherif Azer Grande partecipazione alla manifestazione di solidarietà a Sherif Azer L'intervento di Magdi Cristiano Allam ha chiuso la manifestazione Torino ha risposto con grande partecipazione alla manifestazione di solidarietà per Sherif Azer vittima di due aggressioni con minacce di morte da pa... Continua la lettura 25/07/2013 15:05:47 0 Commenti Salviamo i cristiani . Appello al ministro dell'Interno Alfano. Dopo 2 aggressioni islamiche in 1 settimana al cristiano copto Sherif Azer a Torino: lo Stato lo protegga! Appello al ministro dell'Interno Alfano. Dopo 2 aggressioni islamiche in 1 settimana al cristiano copto Sherif Azer a Torino: lo Stato lo protegga! L'Associazione “Salviamo i cristiani” lancia un appello al ministro dell'Interno Angelino Alfano per assicurare una adeguata protezione a Sherif Azer, cittadino italiano, cristiano copto nato in Egitto, rappresentante della Comunità Cristiana Co... Continua la lettura 24/07/2013 19:11:54 0 Commenti Carlotta Rocci Seconda aggressione per l'egiziano cristiano copto Seconda aggressione per l'egiziano cristiano copto (repubblica.it) - Colpito a calci e pugni dopo aver riconosciuto uno dei suoi aggressori. Sherif Azer, rappresentante della comunità cristiana Copta di Torino, già aggredito la scorsa settimana da una decina di islamici, davanti al bar Continua la lettura 24/07/2013 17:04:03 0 Commenti Salviamo i cristiani . Oggi nuova aggressione a Sherif Azer a Porta Palazzo (Torino): “Gli islamici mi avrebbero ammazzato se non fosse intervenuta la polizia”. Manifestazione di solidarietà: ore 19, Corteo da Randò della forca ; ore 19.30 Comizio in Piazza Castello Oggi nuova aggressione a Sherif Azer a Porta Palazzo (Torino): “Gli islamici mi avrebbero ammazzato se non fosse intervenuta la polizia”. Manifestazione di solidarietà: ore 19, Corteo da Randò della forca ; ore 19.30 Comizio in Piazza Castello Sherif Azer, cittadino italiano, cristiano copto nato in Egitto, rappresentante della Comunità Cristiana Copta di Torino e vice-presidente dell'Associazione “Salviamo i cristiani”, è stato nuovamente aggredito oggi da un gruppo di islamici verso... Continua la lettura 24/07/2013 16:54:55 0 Commenti Roberto Salerno Roberto Salerno: solidarietà a Sherif Azer Roberto Salerno: solidarietà a Sherif Azer Esprimo profonda solidarietà a Sherif Azer per la violenza subita e considero questo atto una grave offesa all’Italia stessa, Paese tollerante, ospitante nonchè sede di civiltà democratica e pluralista. Noi italiani, cristiani e catto... Continua la lettura http://www.magdicristianoallam.it/salviamo-i-cristiani/
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] Appello al ministro dell'Interno Alfano. Dopo 2 aggressioni islamiche in 1 settimana al cristiano copto Sherif Azer a Torino: lo Stato lo protegga! 25/07/2013 15:05:47 di Salviamo i cristiani . Appello al ministro dell'Interno Alfano. Dopo 2 aggressioni islamiche in 1 settimana al cristiano copto Sherif Azer a Torino: lo Stato lo protegga! L'Associazione “Salviamo i cristiani” lancia un appello al ministro dell'Interno Angelino Alfano per assicurare una adeguata protezione a Sherif Azer, cittadino italiano, cristiano copto nato in Egitto, rappresentante della Comunità Cristiana Copta di Torino e vice-presidente dell'Associazione “Salviamo i cristiani”. Azer ha subito due aggressioni in una settimana nel quartiere di Porta Palazzo a Torino da parte di estremisti islamici che hanno esplicitato la loro volontà di ucciderlo accusandolo infondatamente di aver oltraggiato Maometto e di aver offeso l'islam non rispettando il digiuno nel mese islamico del Ramadan. Azer era stato una prima volta barbaramente aggredito lo scorso 18 luglio verso le 17,30 sotto la sua abitazione in Corso Giulio Cesare 24 (quartiere di Porta Palazzo) da una decina di islamici con catene, calci e pugni al grido “Noi ti ammazziamo cristiano di merda”, strappandogli il crocifisso dal collo, dopo aver ammesso di non osservare il Ramadan, il digiuno islamico ed essersi rifiutato di ripetere una formula rituale attestante l'appartenenza all'islam “Salli ala al Nabi” (Glorifica il profeta Maometto). Ricoverato al Pronto soccorso i medici hanno riscontrato lesioni per fortuna non gravi in varie parti del corpo prescrivendogli 10 giorni di convalescenza. La seconda aggressione è avvenuta il 24 luglio verso le 13,45 in Piazza della Repubblica sempre nel quartiere di Porta Palazzo. Mentre usciva dalla Banca San Paolo è stato avvicinato da un islamico egiziano. Azer l'ha riconosciuto perché faceva parte del gruppo degli islamici che l'aveva aggredito il 18 luglio. Coraggiosamente Azer ha cercato di bloccarlo per consegnarlo alla polizia. L'islamico si è ribellato e Azer gli ha mollato uno schiaffo con lo scopo di intimidirlo e indurlo a fermarsi. In quel momento lui ha urlato che Azer avrebbe oltraggiato il profeta Maometto. Sono spuntati prima un gruppo di islamici egiziani e poi è arrivato un secondo gruppo di islamici marocchini. Hanno iniziato l'aggressione a Azer che si è difeso grazie ad un ombrello che aveva con sé. Azer è corso in direzione di un taxi, l'ha fermato e ha supplicato il conducente di chiamare la polizia perché – ha detto testualmente - “gli islamici mi vogliono uccidere”. Per fortuna sono intervenuti subito sia i soldati dell'Esercito addetti alla sicurezza sia la polizia. Azer è stato tratto in salvo e alcuni degli islamici sono stati arrestati. Azer ha sporto denuncia. Polizia e Digos sono ora sulle tracce degli altri islamici che hanno partecipato alla duplice aggressione. Il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota e il sindaco di Torino Piero Fassino hanno espresso la loro solidarietà a Azer. Il 24 luglio si è svolta una manifestazione di solidarietà a Azer, contro la violenza islamica, per il riscatto della sovranità e il ripristino della legalità a Porta Palazzo a cui hanno partecipato Silvana De Mari, scrittrice e presidente di Salviamo i cristiani; Magdi Cristiano Allam, parlamentare europeo e presidente di Io amo l'Italia; Ilda Curti, assessore per l'integrazione del Comune di Torino (in rappresentanza del sindaco Piero Fassino); Augusta Montaruli, consigliere Regionale Fratelli d'Italia; Giampiero Leo, consigliere Regionale Pdl; Maurizio Marrone, Capo Gruppo Fratelli d'Italia al Comune di Torino; Silvio Magliano, vice Presidente Pdl nel Consiglio Comunale di Torino; Emanuel Segre Amar della Comunità ebraica di Torino; Enza Furnari, consigliere Circoscrizione 3 di Torino; Giuseppe Grande, sindaco di Moriondo; Carlo Verra, ex-presidente del Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi; Emanuele Pertusio, assessore al Comune di Moriondo; Daniele Zaia, segretario del Comune di Moriondo; Padre Ambrogio, della Chiesa ortodossa russa di Torino; Walter Maccantelli, consigliere nazionale di Alleanza Cattolica; Miriam Visalli del Centro Pannunzio. Il senatore del Pdl Lucio Malan e l'europarlamentare di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza hanno aderito alla Manifestazione. Il messaggio della manifestazione ha voluto essere innanzitutto la solidarietà a Sherif Azer, cittadino italiano e cristiano esemplare che ha il coraggio di dialogare con i musulmani, nell'assoluto rispetto delle persone, per far conoscere civilmente la realtà dell'islam e del cristianesimo; la condanna della duplice vile aggressione a un rappresentante della Comunità Cristiana Copta di Torino; la richiesta alle autorità dello Stato e delle Istituzioni locali ad assumere tutti i provvedimenti politici e amministrativi atti a prevenire il ripetersi di simili attentati di stampo terroristico e, nel caso specifico, a restituire alla legalità e all'italianità Porta Palazzo che è stata trasformata in una zona extraterritoriale dove imperversano l'arbitrio e la sharia, la legge islamica, ai danni dell'interesse e della sicurezza dei residenti italiani e degli stranieri che vivono nella condivisione della civile convivenza. Si stima che solo a Torino risiedano oltre 2 mila cristiani copti su un totale di circa 40 mila in tutt'Italia. La quasi totalità sono integrati nella realtà socio-economica e in parte hanno acquisito la cittadinanza italiana, come è il caso della famiglia Azer, moglie e 4 figlie con cittadinanza italiana, con una avviata attività di imprenditore edile. Purtroppo anche in Italia i cristiani copti subiscono le violenze inflitte loro dagli islamici in Egitto. L'Associazione “Salviamo i cristiani” sollecita il ministro Alfano ad assicurare una adeguata protezione a Azer per dissuadere gli estremisti islamici dal ripetere le loro aggressioni di stampo terroristico. Sarebbe assai grave che dopo due attentati in una settimana da cui si è miracolosamente salvato, non si assumessero dei provvedimenti atti a porre fine a un comportamento inequivocabilmente illegale e che minaccia il diritto alla vita di un cittadino italiano. “Salviamo i cristiani” non è un'associazione religiosa ma un'associazione di rispetto dei diritti fondamentali della persona alla vita, alla dignità e alla libertà, prendendo atto che oggi più che mai sono proprio i cristiani le principali vittime al mondo della violazione di tali diritti ovunque nel mondo. Silvana De Mari Presidente dell'Associazione “Salviamo i cristiani”
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

“I terroristi islamici hanno rapito 200 donne cristiane: saranno stuprate fino alla morte”. La tragica denuncia di un sacerdote siriano 25/08/2013 19:15:57 di Padre Nader Jbeil “I terroristi islamici hanno rapito 200 donne cristiane: saranno stuprate fino alla morte”. La tragica denuncia di un sacerdote siriano Cari Amici, vi scrivo con grande rammarico e con il cuore profondamente ferito per l’ondata di violenza provocata dai terroristi mussulmani che trafigge giornalmente la Siria e che ha colpito anche il Libano. Ne è la prova il recente attentato a Beirut, dove con un'autobomba piazzata dai ribelli islamici sono morti più di quaranta civili e altri cinquecento sono stati feriti. La paura e l’orrore era visibile negli occhi di noi tutti. Tutto ciò si inserisce in quella drammatica spirale di sangue dove centinaia di innocenti ogni giorno perdono la vita. Questa amici carissimi è solo una goccia nell’oceano di violenza che ogni singolo giorno sono costretti a subire i nostri fratelli cristiani.    In Siria, la notte di Ferragosto ad Homs, nel villaggio cristiano di Marmarita dove c’è un santuario dedicato alla Madonna, i terroristi islamici di Jabhat al Nusra, per la sua posizione strategica hanno occupato l’antico castello trasformandolo nel loro nascondiglio e vi hanno consumato un nuovo massacro. Atrocità indescrivibili contro civili innocenti divenuti vittime sacrificali nel vortice della violenza compiuta da “bestie” assetate di sangue, trentacinque cristiani uccisi, non si conta il numero di feriti, e più di duecento donne (soprattutto ragazze) rapite, letteralmente trascinate e ridotte in schiavitù nel villaggio di Der al Zor, roccaforte dei terroristi di Jabhat al Nusra. Il destino di ognuna di loro è segnato dalla violenza e dalla crudeltà che subiranno, saranno torturate e stuprate, fino a quando la “morte” le libererà da tanta malvagità. La violenza continua nella città di Damasco dove anche ieri i terroristi islamici hanno bombardato il quartiere cristiano e dato alle fiamme l’ennesima chiesa, attacchi sempre mirati per colpire al “cuore” dei cristiani rimasti nella loro patria a difendere quello che di più sacro ha ogni essere umano il diritto alla propria dignità e a professare liberamente il proprio “credo”. L’obiettivo è annientare a qualunque costo, i luoghi che da duemila anni sono la “culla” del cristianesimo, e sottomettere tutti alla legge dell’islam, come è già successo in Afghanistan. Non c’è più un posto sicuro per i nostri fratelli “cristiani”, giorno dopo giorno c’è solo dolore e pianto di mamme disperate a cui uccidono figli e rapiscono figlie, anziani che silenziosamente vivono questo orrore impotenti davanti a tanta crudeltà e devastazione, padri inermi perché non possono difendere le proprie famiglie e dar loro un sicuro rifugio. Amici, le immagini delle continue atrocità a cui assisto ogni giorno, sono impresse nella mia mente, e il mio cuore è gonfio di angoscia, vi chiedo di unirvi a noi nella fervente e incessante preghiera al cuore Immacolato di Maria, nostra mediatrice presso Dio perché il seme della pace abiti in ogni cuore. Per questo chiedo ancora il vostro sostegno, avete già fatto tanto, ma vi chiedo di fare ancora di più, abbiamo bisogno di ogni più piccolo aiuto che ognuno di voi ci possa dare, aiuti economici e aiuti materiali, vi prego non lasciate inascoltato il mio grido che è la voce di migliaia di grida strazianti di chi ormai vive solo tra dolore e lacrime e ha perso tutto. Che il Signore benedica voi e le vostre famiglie. Vostro fratello in Cristo. Padre Nader Jbeil Direttore Radio Sawt el Sama 00961 76 800 054
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Il Papa accenna a un baciamano quando saluta la regina di Giordania 30/08/2013 09:26:23 di Luisa De Montis Il Papa accenna a un baciamano quando saluta la regina di Giordania (ilgiornale.it) - Papa Francesco accenna a un baciamano quando saluta la regina Rania di Giordania ricevuta in udienza assieme al marito, il re Abdallah Ibn Husayn. La semplicità e l’immediatezza di Bergoglio ancora una volta si manifestano. Il Pontefice mantiene gli stessi atteggiamenti e le stesse abitudini che aveva prima di salire al soglio petrino. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bergoglio-accenna-baciamano-quando-saluta-regina-giordania-946311.html
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Padre Nader Jbeil: "I terroristi islamici vogliono eliminare il cristianesimo nei luoghi dove ha le sue radici" 02/10/2013 10:09:48 di Padre Nader Jbeil Padre Nader Jbeil: Fratelli carissimi, con il cuore colmo di dolore devo dirvi che, proprio in queste ore i terroristi islamici di al-Nusra hanno circondato, e sono in procinto di attaccare il Santuario mariano “Santa Maria di Seydnaya”, situato a nord di Damasco. Seydnaya risale al quinto secolo, e nel santuario vi è conservata l’immagine miracolosa della “Beata Vergine Maria” dipinta dall’apostolo ed evangelista Luca. Migliaia di visitatori di tutte le fedi e confessioni si recano ogni anno per pregare in quel luogo sacro. I ribelli islamici attaccano tutti i villaggi cristiani, e lasciano dietro di loro devastazione e lacrime, e con l’imminente attacco a Seydnaya, vogliono affermare la loro supremazia sui cristiani, come già accaduto con l’attacco al Monastero di Ma’lula . Amici, Seydnaya, Ma’lula sono centri cristiani di grande spiritualità in Siria, e i terroristi qaedisti attaccando questi luoghi sacri, attaccano il “cuore” della cristianità di tutto il mondo. I cristiani hanno sempre sostenuto Assad, perchè lui e suo padre prima di lui ha promosso la tolleranza religiosa,e anche nel bel mezzo del conflitto, i cristiani continuano a sostenere Assad perché la prospettiva di un governo fondamentalista religioso che impone la “sharia” e perseguita i cristiani è fin troppo reale, e inaccettabile. Fratelli ogni uomo ha il diritto di professare liberamente il proprio credo, ma è oramai ben chiaro che questa guerra si è trasformata in una “guerra religiosa” in cui i terroristi islamici con violenza è crudeltà vogliono eliminare il cristianesimo nei luoghi dove il cristianesimo ha le sue radici. Restiamo sempre uniti nella preghiera a Maria Regina della Pace. Dio vi benedica. Vostro fratello in Cristo. Padre Nader Jbeil Direttore di Radio Sawt el Sama Per contattarmi In Italia Cell 0039 388 8787180 In Libano Fax. 00961 8813316  Tel. 00961 8813300  Cell. 0096176800054 In Siria Cell 00961 959241986 E-mail. amiconader@yahoo.it  sawtelsama@yahoo.it
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Il cammino del Faraone 11/08/2012 di Giancarlo Matta Il cammino del Faraone PRIMA PARTE Oltre quattro anni or sono, in un incontro con la Professoressa Ida Magli, ebbi modo tra l’altro di esporre come “gli elementi che rendono tanto spaventosa la prospettiva di una vittoria della barbarie islamica all’ interno della Civiltà Occidentale sono quegli stessi elementi che la rendono possibile…”. Osservazione tendenzialmente pessimista alla quale l’eccellente studiosa replicò con ancor maggiore pessimismo. Oggi tuttavia vorrei esporre, oltre alla mia consueta e perfida attitudine a biasimare l’islam, anche una esortazione a non considerare inevitabile “il crollo dell’Occidente”. Così, con la mia solita prosopopea intendo aggiungere a ciò che dissi allora: GLI ELEMENTI CHE COSTITUISCONO LA BASE (OVVERO LA MOTIVAZIONE) DEGLI SFORZI DEGLI ISLAMISTI TESI ALLA CONQUISTA DEL MONDO, SONO QUEGLI STESSI ELEMENTI CHE POSSONO VANIFICARNE IL RISULTATO E PORTARLI ALLA DEFINITIVA SCONFITTA. Le note seguenti (in parte attinte anche da InterNet) sono per certi versi ovvie. Se i nazisti si fossero contentati di una serie di purghe domestiche e di un po’ di espansionismo territoriale, oggi, forse, starebbero ancora amministrando uno Stato, forse, in decadenza. Una diversa storia, riguardante gli anni scorsi, forse parlerebbe di proteste popolari contro la disastrosa economia del NazionalSocialismo. E fermi lì. Ma Hitler e i suoi complici (per nostra fortuna) mancavano di senso delle proporzioni. Quando essi si gettarono nell’invasione della Russia, in una guerra africana, e in una battaglia aerea contro l’Inghilterra, con una dichiarazione di guerra all’America … fu l’inizio della loro fine. E la loro ideologia morì con loro. Una ideologia che combatte una guerra simultanea praticamente in ogni continente suona come qualcosa di simile al Nazismo. La “crociata” islamica che ci affronta è anch’essa altrettanto arrogante e troppo estesa. Gli islamisti sono convinti che vinceranno ogni battaglia perché è loro destino vincere. E che i loro nemici sono dei vigliacchi già facilmente dominati (vedi l’ONU) e ingannabili. Ma nel mondo libero il terrorismo musulmano sta trasformando l’immigrazione e la shari-a in un argomento che riguarda la sicurezza nazionale, e la arroganza della crociata islamica tesa a un nuovo califfato mondiale si sta creando velocemente molti nemici. Essa conta sulla tacita complicità e il sonante danaro dell’Occidente. Ma questo è sostanzialmente un punto debole. Se i musulmani si fossero concentrati su rivoluzioni nazionali, la maggior parte del rimanente mondo li avrebbe lasciati fare. I Capi dei Paesi occidentali hanno perso ogni entusiasmo per interventi armati decisivi pro o contro dei tiranni (Lo prova la lentezza delle campagne militari iniziate in Afghanistan, Iraq, Libia, Corno d’Africa). E se gli uomini d’affari Occidentali possono imparare a convivere con Dubai e l’Arabia Saudita, possono anche accettare trasformazioni degenerative simili in Egitto e in Siria. Dunque i musulmani avrebbero potuto mettere insieme, dalle loro parti, un ampio califfato praticamente senza obiezioni del mondo restante. Un poco come l’iniziale insegnamento staliniano del “socialismo in un solo Paese”. Ma al contrario essi hanno perso più tempo a concentrarsi sulla espansione di conquista esterna piuttosto che sulla rivoluzione interna. Come giocatori dilettanti, i capi delle organizzazioni islamiste si sono gonfiati di orgoglio ed hanno deciso che non possono perdere. Essi non si sono limitati dunque ad abbattere quel che ostacola i loro piani nei loro propri Paesi, al contrario hanno stabilito che avrebbero legato tutti i Paesi del mondo e li avrebbero tirati giù tutti insieme ai loro piedi. Un vero e proprio delirio di onnipotenza. Usando il terrorismo per intimidire e ricattare l’Occidente. E poi usando la ricchezza e l’immigrazione come leve principali per condizionarne le politiche. E la cosa sta funzionando abbastanza bene, fino ad ora. Ma bisogna ricordare che la maggior parte dei piani di battaglia funziona quando il nemico si difende poco. Gli islamisti stanno mettendo insieme molti nemici velocemente, senza considerare che cosa avverrebbe se questi nemici si unissero contro di loro. Hanno speso troppo tempo sogghignando della dipendenza Occidentale dal loro petrolio e dalla loro immigrazione per pensare a che cosa avverrebbe il giorno in cui il tubo dell’oleodotto e la via dell’immigrazione fossero chiusi. Come i nazisti, si stanno baloccando in sogni di gloria anziché prendere nota di tutti i posti in cui stanno avanzando, di tutte le guerre palesi e occulte che stanno combattendo, di tutte le moschee che stanno costruendo, e accorgersi di quanto tutto questo li renda vulnerabili. La Fortuna molto spesso arride all’aggressore che prende l’iniziativa. Vero. Ma questo solo fino a quando non esagera. Perché allora è la controparte, che prende l’iniziativa. Hitler si reputava abbastanza forte per prendere la Renania, per inglobare l’Austria, per impossessarsi della Cecoslovacchia, e della Polonia, agendo nell’inerzia del mondo. Poi, con i bombardieri che volavano sopra Londra e i carri armati molto addentro al territorio russo, il Terzo Reich e i suoi alleati sembravano inarrestabili. Ma pochi mesi dopo le truppe nemiche stavano distruggendo Berlino. Ecco il problema, quando si pensa che si vincerà perché si è destinati a vincere. Quando finalmente ci si accorge in quale inestricabile guaio ci si è messi, è troppo tardi. SECONDA PARTE Alla fine del 1941, la Germania prendeva l’iniziativa anche contro quell’America che avrebbe determinato nuovamente un’inversione della marea. È difficile trovare un caso più chiaro di oblio completo delle lezioni di una guerra. Ma i nazisti erano giunti al potere respingendo o sottovalutando le lezioni politiche, militari ed economiche della Prima Guerra Mondiale. L’asserzione che la Germania aveva perso perché era stata tradita la condannava a perdere una seconda volta. Gli islamisti soffrono dello stesso atteggiamento di distorta percezione della realtà. E la negazione della storia li condanna a riviverla. La loro asserzione che gli Stati islamici sono immuni dai problemi sociali ed economici tipici degli Stati secolari implica che le loro aspirazioni per un califfato crolleranno trasformandosi in guerre civili.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Il mito del terrorista suicida è l’ultima disperata risorsa di un’ideologia illusoria che cerca di negare le proprie umane vulnerabilità coprendole con un torvo ma sfilacciato sudario metafisico. La purezza della dottrina razziale e religiosa non corrisponde all’onnipotenza. E l’espansionismo islamico ha il dovere di imparare di nuovo la stessa lezione che la Seconda Guerra Mondiale dispensò agli aggressori recidivi che la scatenarono. Il califfato e il Terzo Reich sono le visioni di maniaci e di demagoghi che cercano di rimettere indietro il calendario storico nell’illusione di tornare a un passato mitico. Costruiscono castelli di sabbia su una spiaggia insanguinata. Gli ossessivi e parossistici progetti di costruzioni coi petrodollari di Dubai hanno qualcosa che ricorda Albert Speer. Grandissime costruzioni per mostrare la grandezza di un regime, nel momento in cui ne rivelano la mancanza di senso, di creatività, di rispetto per l’ambiente. E la propria sottostante insicurezza. L’ossessione che già fu dei nazisti, dei comunisti ed ora è dei musulmani, per la costruzione di strutture gigantesche, rivela qualcosa dell’insicurezza che sta dietro la loro violenza. Le insicurezze interiori conducono alla grandiosità. Le aggressive pretese che descrivevano “romanticamente” allora l’uomo ariano come sovra-umano, ovvero “religiosamente” oggi l’uomo islamico volontario suicida come il martire interprete dello Jihad trionfante, condividono un comune disprezzo per l’umanità. E dietro il disprezzo, la codarda paura di essere soltanto persone mediocri. L’ambizione del califfato nasconde la propria stessa putrefazione sub-etica. La pretesa grandiosità di uno Jihad in tutto il mondo non è l’opera di persone dal forte pensiero ideale, ma di persone deboli. E qui di nuovo rifilo malignamente un assioma (che già potrebbe essere riferito alla Civiltà nostra ma mi affretto ad aggiungere che la Civiltà nostra non è mica basata solo sul danaro, per nostra buona sorte…..): le economie forti danno origine al pensiero debole, che è una delle principali cause della loro rovina. State a vedere che agli arabi l’ubriacatura petrolifera dei pochi decenni scorsi, inebriandoli di quattrini e di conseguente pulsione a dominare, li porterà al crollo. Il Jihad non è messo in marcia perché è forte, ma perché i suoi promotori sono incapaci di offrire qualsivoglia soluzione reale ai problemi empirici interni della nazione musulmana, con o senza ingenti ricchezze. Tutto ciò che i capi islamici offrono (a prescindere dalle fazioni nelle quali essi sono divisi e apparentemente contrapposti) sono servizi sovvenzionati e regalie in cambio del sostegno acritico e del sacrificio popolare. Come quelle nazista e comunista, anche l’utopia islamica è insostenibile. Il sogno di una banda di stolti incoraggiati da avidi ladri e difesi da crudeli assassini. E come quelle, aumenta la propria credibilità estendendo il conflitto. Ponendosi ipocritamente come la forza della luce che si oppone alle tenebre. E come quelle, l’Islam distrugge le società di cui si impossessa, per continuare una guerra che non ha scopo se non quello di nascondere la stupidità criminale e la arretratezza delle sue dottrine, e l’incompetenza miserabile dei suoi esegeti visionari. La connaturata instabilità sociale dell’Islam rende necessario il suo espansionismo. Così come l’instabilità economica del NazionalSocialismo rese necessaria la Notte dei Cristalli e l’invasione della Polonia per l’élite nazista. O i fallimenti socio-economici del Comunismo Sovietico resero inevitabile il suo espansionismo in parte incoraggiato da una certa capacità di seduzione ideologico-religiosa (che si concluse in una implosione). La forte ideologia guerresca di una nazione non fallisce internamente finché non fallisce anche esternamente. Il Jihad islamico è un’instabilità sociale grave mascherata e truccata da espansionismo mediante l’inganno e la forza bruta. Debolezza che finge di essere forza. Gli avvenimenti in Iran e Siria hanno mostrato che i regimi islamici non sono più stabili di quelli secolari. Alla fine l’avidità dell’oligarchia che governa e il fanatismo dei suoi religiosi andranno a schiantarsi contro la barriera della frustrazione e della collera pubblica, anche alimentate dalla percezione del differente e invidiabile tenore di vita di Società libere e moderne. L’esportazione della stessa instabilità e della stessa violenza fanatica nelle nazioni Occidentali attraverso l’immigrazione può far barcollare il mondo libero. Ma molto più probabilmente porterà ad una reazione severa. Ed è esattamente ciò che sta iniziando ora. Della intima meschinità e malvagità di carattere degli islamisti in quanto tali, nonché dell’assoluta inconsistenza della loro pretesa metafisica, si sta rendendo sempre più consapevole il cittadino medio del mondo libero. Sarà vero come le Società Occidentali hanno bisogno degli immigrati, ma entro un certo limite. A parte il fatto che tanti immigrati possono ben provenire da Paesi non islamici, questo limite sarà presto raggiunto quando si renderanno conto (specialmente le forze di sinistra) che l’immigrazione degli islamici e la loro violenza rende vano il sogno di una nuova e migliore Europa e di un mondo regolato da leggi internazionali che difendono la Libertà. In ogni caso si è ben constatato come le utopie tipiche del pensiero della sinistra Occidentale hanno manifestato una efficacia e addirittura una vita limitata. Queste utopie man mano crollano malgrado abbiano ancora numerosi sostenitori, e non sono né saranno di grande utilità pro o contro gli immigrati islamisti né per la violenza che essi portano con sé. L’Islam sta comunque spingendosi troppo oltre. I suoi successi geo-politici (derivati essenzialmente dalla iniziale debolezza degli interlocutori) hanno infiammato il suo senso del destino. Ma la geo-politica cambia col tempo. E diversamente da ciò che avviene in una multiforme società tecnologica evoluta dotata anche di un esercito competente e motivato, i vantaggi politici ed economici che vengono soltanto dal petrolio, ancorché grandi, sono insieme vulnerabili e soggetti a rapidi cambiamenti. Basti pensare agli attuali diffusi sforzi scientifici e tecnici, e alle importanti prescrizioni Normative che nel Mondo Libero tendono a ridurre drasticamente la nostra dipendenza dal petrolio. L’immaginario giroscopio della storia sta girando il suo asse. E mentre i musulmani sono convinti che stia ruotando in direzione a loro propizia, farebbero bene a ricordarsi come i gloriosi e relativamente brevi tempi passati della dominazione che essi stanno tentando di riafferrare arrivarono alla loro fine per ottime, solide ragioni. E che la Storia colpisce più duramente coloro che rifiutano di impararne le lezioni. E si renderebbero conto che essi sono divenuti attualmente i suoi peggiori alunni. Un antico aneddoto egiziano dice: “Il vecchio osò domandare al Faraone: -come hai fatto a diventare così potente? -NESSUNO HA TENTATO DI FERMARMI. Fu la risposta.” Sappiamo come andò a finire. Oggi, molti hanno deciso di fermare gli islamisti.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

La libertà e il corpo delle bambine 23/08/2012 15:41:57 di Silvana De Mari “la guerra è pace” “la libertà è schiavitù” “l’ignoranza è forza” George Orwell Chi ha grandi poteri ha grandi responsabilità. Spiderman. Chiunque abbia seguito con attenzione gli eventi classificati nel loro insieme dai media occidentali come primavera araba, si è reso conto di come questa dizione suoni ogni giorno più orwelliana. La seconda cosa di cui ci rendiamo conto è che la parola che ossessivamente risuona nelle parole dei Fratelli Mussulmani e la parola libertà, ed è questa ossessiva ripetizione, la continua dichiarazione che la soluzione di ogni problema è la libertà, che ha spinto e spinge molti commentatori ad continuare a usare la parola primavera araba. La parola libertà è quella anche presente nella Dichiarazione della Libertà dell’Uomo Islamico di seguire la Umma, http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_de_Il_Cairo_sui_Diritti_Umani_delle_Nazioni_Islamiche equiparata dall’onu ( minuscolo, non è un errore) alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Se un uomo non può seguire la sharia, la sua libertà è violata. C’è una certa logica. Attenzione: non solo se un uomo non può fare quello che la sharia obbliga, ma anche se non può fare quello che la sharia permette, la sua libertà è violata.. Quindi la parola libertà ossessivamente presente ha una sua logica. Inoltre, dato che l’islam deve prevalere, nella libertà dell’uomo islamico non deve esserci nessuna reciprocità E’ l’islam la religione giusta, tutte le altre sono errate. L’uomo islamico deve avere tutti i diritti garantiti dalla sharia se vive in Inghilterra, ma questo non leva che la messa cristiana, dove si beve vino, debba essere vietata in Arabia. Cosa dice la sharia? La legge islamica, rileggete l’articolo di Renè Marchand, ha la vita di Maometto come fonte di dottrina. Tutto quello che ha fatto Maometto è giusto. Quindi è giusto per un uomo “sposare” una bambina di otto anni, perché questa è l’età della terza moglie di Maometto. Chiunque impedisca a un islamico di sposare una bambina di otto anni sta violando una sua libertà fondamentale, chiunque condanni o anche solo critichi chi sposa una bambina di otto anni sta criticando il profeta Maometto. Quindi recapitoliamo. Un tizio che si chiama Smith o Rossi o Dupont che desideri sposare una bambina di otto anni, e fare con lei le cose che si fanno nel matrimonio, incluso introdurre il proprio pene nella vagina di lei, commette un crimine. Se si chiama Mohamed invece sta attuando un suo pieno diritto e chi glielo contestasse violerebbe la sua libertà. Mi scuso per l’accenno al pene e alla vagina, non voleva essere trash, ma semplicemente ricordare che non sempre la vagina di una bambina di 8 anni è sufficientemente elastica, sa sopportare la presenza ripetuta del pene, tanto più che per motivi ormonali manca la secrezione delle sostanze che la lubrificano, e in più è sottile. Madre natura è un po’ zucchina, ha l’islamofobia anche lei . Qualche volta capita, è raro, certo, sono la prima a riconoscerlo, fino ad ora solo un caso di morte denunciato in tutto il mondo, che la vagina si rompa, si abbia una frattura dei fornici, e conseguente peritonite, che è una patologia che dura ore, quindi c’è tutto il tempo di portare la bambina al pronto soccorso, non è il caso di preoccuparsi. Dopo la Rivoluzione Khomeinista l’età in cui i bambini passano alla pubertà è stata abbassata a 9 anni per le bambine e a 15 anni per i maschi.Ha specificato Mohammad Ali Isfenani: “Per le bambine nove anni è l’età in cui si raggiunge la pubertà e si è pronte per sposarsi. Fare altrimenti contrasterebbe con la legge islamica della Sharia”. Secondo la Women’s News Network ogni anno nel mondo si sposano oltre dieci milioni di ragazzine sotto i 18 anni, solitamente senza il loro consenso, ma in nozze con uomini molto più vecchi. Bambine di otto anni, nove, dieci e undici sono normalmente sposate in Arabia Saudita e Yemen e ovviamente nella capitale di Eurabia, il Regno Unito. Finalmente i servizi sociali si sono allertati? Ma non diciamo idiozie. I servizi sociali quando c’è la parola islam sono sotto un sasso come le lucertole a ferragosto. Semplicemente i matrimoni con bambine sono talmente normali che hanno cominciato a farli anche in moschea, ufficialmente. Queste bambine sono di origine pachistana e tutte nate in Inghilterra, quasi sempre figlie di genitori nati in Inghilterra. Al mattino si alzano dal letto del loro marito padrone, gli preparano la colazione, si prendono i calci se la colazione non è buona, mettono sulla loro vagina dolente e sui loro lividi la divisa scolastica, gonna scozzese, camicia bianca e velo, e vanno a scuola. Queste bambine vanno a scuola e ascoltano le idiozie che racconta l’insegnante, che loro sono cittadine britanniche. Prima o poi i loro corpi impuberi cresceranno, e loro resteranno incinte e metteranno al mondo figli che , nessuno si faccia illusioni, si faranno esplodere in una metropolitana con una cintura esplosiva. Chi siamo noi per criticare le usanze degli altri? Esseri umani. Dove il giudizio è sospeso è sospesa l’umanità. A furia di sentirci ripetere che non dobbiamo avere pregiudizi, credendo che pregiudizio voglia dire giudizio negativo, non osiamo criticare nulla di extraeuropeo. Questo crea un riflesso condizionato micidiale. Molte persone coraggiose ed oneste nel criticare comportamenti di occidentali, sono paralizzate dall’orrore di criticare persone di origine africana o asiatica.(cfr La mistica della Penitenza, Il singhiozzo dell’uomo bianco. Pasqual Brukner Guanda editore) Quando l’Impero Britannico arrivò in India, era uso irrinunciabile la pratica del sutthi, vale a dire quando un uomo moriva prima della moglie, costei andava bruciata viva sulla pira funebre del marito. La prima cerimonia funebre dopo l’arrivo dei britannici, la giovane vedova già legata sulla pira, fu interrotta da un ufficiale britannico che si presentò a capo dei suoi dragoni con i fucili spianati. «La nostra civiltà ci obbliga a bruciare la vedova, che non sopravviva al suo padrone », obbiettarono i presenti. «La mia civiltà mi obbliga ad aprire il fuoco su chi brucia una donna », rispose l’ufficiale. «E i fucili ce li ho io ». Quindi è tutto qui. La nostra civiltà difende le bambine. Noi difendiamo l’individuo, l’individuo e basta, perché l’individuo esiste, ha gambe , braccia, occhi, una testa. Non difendiamo le religioni, non difendiamo le civiltà. Se una religione permette una cosa mostruosa come il matrimonio di una bambina di otto anni la nostra civiltà ci ordina di affermare, scrivere, firmare che quella religione è sbagliata, un crimine contro l’umanità. I miei margini di dialogo con chi lapida una bambina di dodici anni sono di impedirglielo fisicamente o morire nel tentativo. I miei margini di dialogo con chi ritiene che sia giusto dialogare con chi lapida una bambina di dodici, anni sono di sommergerli nel disprezzo. Quindi qualsiasi intellettuale, uomo politico e sedicente filosofo, prelato, sia andato a stringere la mano ai carnefici iraniani, assassini di bambine e aspiranti distruttori dello stato di Israele, rientra nel mio disprezzo più assoluto. Signori, la mia civiltà, la mia unica civiltà, mi ordina la verità, che è quello che ci renderà liberi. La verità è che siete dei cialtroni andati a stringere le mani a degli assassini.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Senza le crociate nessuno di noi esisterebbe come persona libera: oggi saremmo tutti islamizzati!
30/08/2012 11:47:18 di Silvana De Mari. Senza le crociate nessuno di noi esisterebbe come persona libera: oggi saremmo tutti islamizzati! Senza le crociate nessuno di noi esisterebbe come persona libera: oggi saremmo tutti islamizzati! alcune sue considerazioni su islam e crociate, ambedue prese da Tristi Tropici. Sono considerazioni fatte da un ebreo libero pensatore, non da un gesuita.
"L’evoluzione razionale è inversa a quella della storia. L’islam ha tagliato in due un mondo più civile. Che l’Occidente risalga alle fonti del suo laceramento: interponendosi fra il buddismo e il cristianesimo, l’islam ci ha islamizzati; quando l’Occidente si è lasciato trascinare dalle crociate ad opporglisi e quindi ad assomigliargli piuttosto che prestarsi, se l’islam non fosse esistito, a quella lenta osmosi col buddismo che ci avrebbe cristianizzati di più e in senso tanto più cristiano in quanto saremmo risaliti al di là dello stesso cristianesimo. Fu allora che l’Occidente ha perduto la sua occasione di restare femmina"
Saltiamo a piè pari le considerazioni sul buddismo come forma di cristianesimo non cristiano, unico cristianesimo possibile in popoli che non hanno potuto avere per motivi geografici né la conoscenza di Mosè, né quella di Cristo, teoria su cui possiamo essere in accordo o disaccordo, non è questo il punto. Il punto è che le crociate sono state guerre di difesa senza le quali non esisteremmo. Combattere imbarbarisce. In più il combattere qualcuno è una forma di intimità. Si assumono per contagio le caratteristiche di colui che si sta combattendo. Il cristianesimo, religione asiatica che si è sviluppata in mezzo a popolazioni feroci, romane e barbare, aveva già cominciato a ingentilire i popoli ed aumentarne la potenza etica, quando ha avuto due scelte: imbarbarirsi o perire. L’Europa ha avuto due strade: non resistere e soccombere, resistere e imbarbarirsi. Abbiamo resistito, e siamo rimasti l'unico continente dove la religione asiatica del cristianesimo esisteva ancora. Senza le crociate il cristianesimo sarebbe stato spazzato via e ora l'islam sarebbe l'unica religione. Esistiamo. Il cristianesimo che non si è imbarbarito abbastanza da vincere una guerra militare, Nord Africa, Sudan, Iran, Iraq, Siria, Palestina, Turchia, come il buddismo afghano e pachistano, come l'induismo indonesiano e del Bangladesh, semplicemente non esiste più.
Nella Bibbia e nel Vangelo, si parla anche di un Dio degli eserciti. Un uomo può porgere l'altra guancia quando si tratta della sua faccia. Quando in gioco ci sono la testa dei figli e il ventre delle donne, il potere militare non è vietato. Il potere militare nel soccorso non è vietato nemmeno nel cristianesimo. E' un potere che ha degli obblighi imprescindibili, il rispetto dei civili, il rispetto dei prigionieri, ma il pacifismo suicida non è un ordine religioso. Gli uomini che sui loro carri armati sono entrati nel campo di sterminio di Dachau, non hanno violato la Legge. Erano partiti da una terra non minacciata ed avevano traversato il mare per venire a fare la guerra. Anche loro erano crociati, come crociati erano gli uomini che hanno abbattuto il potere del sultanato liberando interi popolo da un giogo feroce. Osama Bin laden, correttamente, li identifica come tali. Sui vostri libri c'è scritto che le crociate sono guerre ignobili? Sono state guerre di difesa, senza le quali non esisteremmo. Quando i crociati sono stati sconfitti il teatro dello scontro si è spostato a Costantinopoli e poi a Vienna, ma a quel punto avevamo ricuperato la nostra forza e abbiamo tenuto. Se lo scontro fosse stato spostato sulla nostra terra, la Spagna e la Sicilia erano già cadute, con tre secoli di anticipo non ce l'avremmo fatta. A Gerusalemme il cristianesimo come l'ebraismo, era la religione autoctona e l'islam era l'invasore. Per quattro secoli la cristianità ha con saggezza e bontà pacifista (o vigliaccheria) assistito al jihad che massacrava la cristianità di Siria, Egitto Libia, Sudan Algeria, Marocco, Mesopotamia (Iraq), poi dopo che Gerusalemme è stata conquistata con il ferro e il fuoco, il Santo Sepolcro distrutto (era una collina. Distrutto come i due Budda in Afganistan), i pellegrini crocefissi, allora sono andati in guerra e ci sono andati come uomini dell'undicesimo secolo, che non si giudicano con standard attuali. Hanno massacrato ebrei innocenti, non ho parole per dire quanto mi addolori, è una delle (numerose) cause della mia fedeltà assoluta allo Stato di Israele, ma attenzione: gli ebrei uccisi dai crociati nella prima crociata sono numericamente inferiori a quelli sterminati dagli arabi quando prendono Toledo. Noi abituati all’autoflagellazione dimentichiamo sempre i numeri. I popoli dove il cristianesimo non c’è uccidono molto di più. Sempre. Quando Jengis Khan prende Pechino, i morti sono mezzo milione. Quando Maometto Secondo prende Costantinopoli lo sterminio è spaventoso.
Nelle crociate, ricordiamolo, gli aggressori, chi aveva cominciato, erano gli altri. Che Gerusalemme sia una città santa dell’islam, Gerusalemme mai nominata dal Corano, dove Maometto non è mai stato, è una teoria nemmeno condivisa da tutti nell’islam. Che l’islam debba avere diritti su Gerusalemme è un’idea discutibile, che questi diritti debbano essere superiori a quelli di cristiani e soprattutto ebrei, è delirante. In più la teoria che un tizio passato alla storia come il feroce Saladino fosse tollerante e compassionevole è ridicola. Quando i musulmani prendono Gerusalemme distruggono il Santo Sepolcro, quando i cristiani prendono Gerusalemme non distruggono la moschea con la cupola dorata. Chi sono gli intolleranti? Le pietre non mentono. Quando ti rimproverano le guerre di difesa, allora vuol dire che il tuo compito è farti cancellare dalla superficie della terra, mentre te ne stai buono buono. I cristiani che non vogliono combattere militarmente, che non riconoscono che Cristo intenda un Dio degli eserciti, nominato come tale solo una volta nei Vangeli, allora devono combattere ideologicamente, hanno però il dovere di combattere ideologicamente: dichiarando che la religione dei disarmati è migliore, superiore, che la religione che assolve l'adultera è migliore di quella che la lapida, così che le loro voci possano convertire i loro aggressori e si arrivi alla vittoria, per via non violenta.
Disarmati e imbavagliati non è cristianesimo: è idiozia suicida. In più: l'ordine di porgere l'altra guancia non può essere esteso agli Stati: date a Cesare quel che è di Cesare. La protezione delle leggi dello Stato e dei suoi confini è di Cesare, altrimenti diventiamo teocrazia. La bontà non può essere statale. Ogni cittadino deve poter andare all'inferno, chi gli impone statalmente di essere buono viola la sua libertà e stravolge il cristianesimo, che è legge morale, non statale. In uno Stato fanno parte credenti, poco credenti e atei. I credenti non possono imporre la loro non belligeranza davanti ad un’aggressione. Poi possiamo discutere se la non belligeranza sia una scelta etica. Posso non difendere me stesso, ma posso non difendere degli innocenti? Se esistesse la macchina del tempo non avrei nessun dubbio a fare domanda per far parte del contingente che ha liberato Buchenvald e chiederei di andare con un mitragliatore. Il giorno in cui mi trovassi di fronte alla lapidazione di un’adultera cercherei di impedirlo fisicamente o morirei nel tentativo. Impedire fisicamente vuol dire con le armi. Stare fuori dai conflitti e lasciare gli altri a morire non è una scelta etica ma una vigliaccata. Il cristiano che rifiuti l’idea di combattere non sta fuori dai conflitti, ma ci va da disarmato: si mette davanti all’adultera e muore con lei. Non la salva, ma non la lascia morire da sola e testimonia con la sua morte quanto ritenga iniqua quella morte. Combattere con le armi per liberare l’adultera e morire con lei sono due scelte etiche. Non fare un accidente non è una scelta etica e dire che la lapidazione è un cosa che non possiamo giudicare perché “ è la loro civiltà” è la negazione dell’umanità e del pensiero.
Senza le crociate io non esisterei. Senza le crociate nessuno di noi esisterebbe. Le crociate hanno avuto il merito di rallentare la conquista del Mediterraneo. Se il Mediterraneo fosse diventato islamico prima del 1453 non ce l’avremmo fatta a resistere. Se Vienna fosse stata assediata prima, l’avrebbero presa. Tutto qui.
Nel contingente della prima crociata facevano parte anche i sudanesi, che all’epoca si chiamavano regni copti di Dongola e Axum, che stavano salvando la religione in cui credevano, stavano anche cercando di salvare il corpo delle loro donne e la vita dei loro figli. Non ce l’hanno fatta. Il Sudan poi, è stato conquistato ed ora è una terra di sassi e scorpioni. La raffinata civiltà copta è stata spazzata via e nessuno la ricorda nemmeno più.
“Ho incominciato a riflettere in un momento in cui la nostra cultura aggrediva le altre culture, di cui perciò mi sono fatto testimone e difensore. Adesso ho l’impressione che il movimento si sia invertito e che la nostra cultura sia sulla difensiva di fronte alle minacce esterne e in particolare di fronte alla minaccia islamica”. Claude Levi Strauss.
Claude Lavy Strauss è morto sconvolto dall’orrore di una Francia e un’Europa che si avviano a diventare islamiche. Il fondatore della moderna antropologia e dell’antirazzismo scientifico, quindi, temeva moltissimo l’islam, era “islamofobo”, temeva l’islam perché temere l’islam e opporsi non è razzismo ma antirazzismo.
Sulle crociate è irrinunciabile il libro di Robert Spencer (Lindau Ed.) che anche lui come Magdi Cristiano Allam e Bat Ye Or gira con la scorta.
In più ricordiamo Osama Bin Laden: l'11 settembre ha punito crociati e sionisti. Se ancora avevamo dei dubbi!
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Le stragi in Siria: se la cristianità non afferma che l'islam è un nemico mortale sarà spazzata via 10/10/2012 22:00:59 di Silvana De Mari Le stragi in Siria: se la cristianità non afferma che l'islam è un nemico mortale sarà spazzata via Notizie atroci arrivano dalla Siria. Foto di chiese depredate e bombardate, miliziani della jihad islamica che mostrano in caroselli fatte con le auto le croci divelte come bottino di guerra. La foto di un bambino sgozzato. La foto di un uomo con il volto tumefatto cui per ridere è stato divelto un occhio. La foto di un cadavere cui è stata tagliata via la faccia da vivo. Un gruppo di bimbi è accoccolato sulle macerie del convento che fungeva da orfanatrofio. Una decina di bambini dorme per terra sul pavimento di un’aula scolastica: sono i profughi in Libano, accolti nelle scuole perché non c’è altro. Anche gli islamici soffrono in questa guerra terribile: trecentomila sono in Giordania, racconti in campi profughi, ma per loro almeno c’è qualche aiuto, per loro si alzano campi profughi: tende, cucine, latrine campi giochi. Per i cristiani non ci sono aiuti. Gli aiuti internazionali sono distribuiti da organizzazioni islamiche che non soccorrono i cristiani. Perché dovrebbero? Uno degli scopi della guerra civile in Siria è “purificare la Siria dal cristianesimo”. La Siria è la seconda culla della cristianità. Le trecento chiese più antiche sono in Siria, o forse sarebbe più corretto dire che erano in Siria, fino all’anno scorso. Ora non so cosa ne resti. La terza culla della Cristianità è il posto che adesso si chiama Turchia, perché prende il nome dai turchi, popolazione arrivata dall’Asia centrale. La città che ora si chiama Istanbul si chiamava Costantinopoli ed è la città dove la cristianità è uscita dalla persecuzione, quindi dovrebbe essere una città santa del cristianesimo. Costantinopoli è caduta il 29 maggio del 1453 ed era martedì. L’evento è stato una tale tragedia da essere stato messo dal popolino sullo stesso piano della crocifissione di Cristo avvenuta di venerdì, e ricordato in una specie di proverbio. Di Venere e di Marte non ci si sposa e non si parte e non si comincia un’arte. La superstizione è un tentativo di rendere prevedibile la storia sottraendola alla follia, e contiene, come ogni mito , la realtà degli eventi. Cominciò con il massacro della presa di Costantinopoli l’estirpazione della cristianità dal Mediterraneo. I cristiani erano il 100% della popolazione della “Turchia”, all’inizio del secolo scorso erano il 30%, poi il genocidio degli Armeni, le conversioni forzate e la fuga ne hanno ridotto il numero allo 0,6%. Nella città dove è stata scritta l’Apocalisse di San Giovanni il cristianesimo non esiste più. L'Apocalisse si rivolge alle Chiese d'Asia, perché il Cristianesimo era un religione asiatica: dall'Asia è quasi completamente estirpato. I turisti in Turchia sono accompagnati da guide che mostrano rovine con scritte greche e latine che loro non sanno decifrare: perché dovrebbero? La lingua degli sconfitti, come la loro cultura è spazzatura. Il cristianesimo tra non molto non esisterà in Siria, per eliminarlo occorre annientare i corpi dei cristiani, ucciderli, torturarli, spingerli alla fuga. Il loro dolore è inascoltato. Ascoltarlo è politicamente scorretto, vuol dire far saltare la grande menzogna del dialogo interreligioso: andate a dialogare con i miliziani che urlano felici dopo aver distrutto una chiesa e sulle loro jeep vanno a caccia di cristiani. Vuol dire far saltare la menzogna che non è in atto uno scontro di civiltà. Vuol dire far saltare la menzogna che il problema è Israele. Molte gerarchie religiose amano l’islam, diciamocela questa verità, perché è maledettamente vera. Violando il Vangelo che ordina, un ordine tassativo, assoluto, l’obbligo principale di ogni cristiano, di evangelizzare, portare la buona Novella, che è una e una sola, affermano che tutte le religioni portano a Dio e rifiutano di “fare proseliti”, cioè convertire. Il cardinale di Milano ha compiuto l’agghiacciante gesto di inchinarsi davanti al ramadan: il suo compito era affermare che il ramadan è una pratica crudele che costringe a soffrire la fame e la sete e distrugge la capacità di lavoro, distrugge gli stessi neuroni, e affermarlo fino al martirio. La cristianità non esisterà tra breve in Nord Africa, che quando era cristiano era ricco, verde, la Libia era il granaio dell’impero, era colto: la biblioteca di Alessandria, le dispute filosofiche, le pitture belle come quelle di Fayum: tutto cancellato, tutto perso. L'agricoltura affidata a schiavi ha distrutto l’irrigazione, che presuppone lavoro intelligente, non coatto, di gente che lavora per sé e per i propri figli. Il taglio degli alberi per fabbricare le navi che per secoli hanno fornito schiavi, era la mia gente, ha desertificato il Nord Africa. Il Sudan è stato un luogo ricco e colto, culla della civiltà copta, che dall’Egitto ha raggiunto l’Etiopia. I regni copti di Dongola e Axum hanno partecipato alla prima crociata. Lo hanno fatto per liberare il Santo Sepolcro, distrutto dagli islamici, che crocifissero i pellegrini: l’idiozia dell’islam religione di pace e tolleranza lasciamola ai deliri del regista Ridley Scott, l’idiozia delle crociate fatte per motivi economici, in un’epoca in cui dell’economia non si aveva nessuna idea, lasciamola alla critica degli storiografi marxisti, che, poveretti, partono dal presupposto che Lenin fosse intelligente e Marx buono, che non sono nemmeno riusciti a capire che il marxismo altro non è che la teorizzazione del ritorno allo stato feudale e quindi sono allenati alla storiografia fantastica. Ma non è stato il solo motivo: c’era anche la necessità di salvare la testa dei loro figli e il ventre delle loro donne: una volta diventato il Mediterraneo un mare islamico, la cristianità sarebbe stata distrutta, come l’ebraismo. Islamico, il Sudan è un luogo di dolore, miseria, sterminio. La cristianità preferisce aggredire Israele, inventarsi che il popolo palestinese, così si chiamano adesso gli occupanti islamici di Samaria e Galilea, che gli egiziani spostati nella Striscia di Gaza da Nasser siano un popolo che sta subendo un’occupazione militare, un popolo che ha il “diritto” di distruggere lo stato di Israele, o perlomeno di continuare a provarci, senza che gli israeliani abbiano il diritto di difendersi. Cosa c’entra Israele con i cristiani massacrati in Siria? E con i copti massacrati in Egitto? E con i cristiani bruciati vivi in Nigeria: c’è un agghiacciante filmato che mostra corpi in fiamme che cercano di sottrarsi. C’entra, anzi è tutto lì. La parte più ignobile e folle della cristianità, o delle persone che si credono cristiane, si è schierata contro Israele. Nella mente di molti, di troppo, è rimasta l’idea folle che un popolo abbia la responsabilità del Deicidio. La responsabilità del Deicidio ce l’ha Dio. Gesù Cristo deve andare verso la morte, è necessario, non la evita e la cerca. Lui è l’unico responsabile di una Morte che è il Dono a tutti noi, la certezza che nel dolore c’è Dio, non una sua punizione. Dal punto di vista storico la crocifissione, supplizio romano, è stata eseguita da soldati Romani, sotto l’impero romano, per ordine di un prefetto romano. Gesù è stato ucciso da romani, non dai romani, tutti, ma da alcuni romani, quelli lì, quelli presenti, in quel momento. Era stato condannato a morte da ebrei, non dagli ebrei, da alcuni ebrei, altri erano suoi seguaci, la maggioranza non sapeva nemmeno cosa stesse succedendo e nemmeno chi fosse Gesù perché non abitavano a Gerusalemme e non l’avevano mai incontrato. Coloro che lo avevano condannato a morte avevano chiesto la sua morte, non che fosse ucciso in maniera così atroce. In realtà ricordiamoci che Cristo era ebreo, uno di loro, e che i romani erano gli altri, i nemici, gli occupanti. Esiste una teoria, e non è del tutto balzana, che il sinedrio abbia condannato a morte Gesù dando per scontato che con la sua dialettica davanti a Pilato se la sarebbe cavata, evitando la pena di morte. Era una maniera per rimettere in riga un eretico. Ma Gesù davanti a Pilato tace, perché deve andare incontro al suo destino, che è la nostra salvezza. Moltissimi cristiani conservano l’odio per gli ebrei, l’odio per Israele, si sono alleati spiritualmente o fisicamente con l’islam perché distrugga Israele e realizzi così l’antisemitismo che conservano nelle loro menti minuscole e nei loro cuori aridi e secchi come il deserto che ha racchiuso la grandezza di Cristo per 40 giorni senza esserne toccato e senza germogliare.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Racchiudono La certezza che il popolo di Israele debba essere “punito” con la diaspora, e che quella diaspora non debba finire. Questa teoria è contenuta nelle parole di molti Padri della Chiesa, che erano Uomini, e come tali fallaci. Grandissimi da un lato, peccatori di odio e superbia dall’altro. Come sbaglia Abramo per alcuni versi grandissimo e per altri ignobile: quando spaccia una bellissima sposa per sua sorella, quando si unisce alla schiava. Come sbaglia Davide, grandissimo re che commette l’azione ignobile di mandare a morte il soldato fedele per rubargli la sposa. Noi siamo uomini. E possiamo essere grandissimi e ignobili e nessuno è al riparo da questo. Solo Cristo non commette errori, solo Maria non commette peccati. Gli altri sì, anche i grandissimi, anche i patriarchi, anche i padri della Chiesa. Cristo non è morto in croce perché si fondasse una religione dogmatica dove la parola di altri valga più della sua. “Perdona loro che non sanno quello che fanno” è stato pronunciato: da quell’istante tutti i veri responsabili della crocefissione, un pugno di ebrei intolleranti e un pugno di romani molti crudeli, sono stati perdonati e chiunque violi quel perdono sta violando la volontà di Dio. In quale punto del Vangelo Cristo vi ha incaricato di vendicarlo? Il cristianesimo davanti al nazismo che era un pericolo mortale, che dichiarava Cristo e Maria e Pietro appartenenti a una razza inferiore, ha preferito non riconoscere lo scontro di civiltà. Usare saggezza, cioè viltà. Gli ebrei sarebbero stati massacrati, salvo qualcuno salvato in qualche convento, ma non basta, e la cristianità non sarebbe stata toccata. Il risultato è stato Auschwitz. Ora di nuovo una parte del cristianesimo, o di sedicenti cristiani, commette lo stesso crimine: si schiera contro Israele, si vende alla causa del terrorismo islamico, ingentilisce la propria voce davanti al mostro. Non è per avere la salvezza fisica dei propri figli. I figli del cristianesimo erano al sicuro negli anni 60. E’ stata l’approvazione occidentale e di una mostruosa parte di gerarchie ecclesiastiche al terrorismo palestinese che ha scatenato la belva. Il Sinodo dei Vescovi del medio Oriente ha assolto il terrorismo islamico affermando che ogni suo gesto è dovuto all’esasperazione dell’esistenza di Israele, “un corpo estraneo che rode” è stato definito. Di ogni gesto contro i cristiani sarà ritenuto responsabile Israele: la belva è stata scatenata. Certo che Israele è un corpo estraneo: un luogo di democrazia, di civiltà di pace dove i cristiani aumentano e non sono perseguitati. Certo che “ rode” che in paese che, quando islamico era una terra di sassi, paludi e scorpioni, ora sia un luogo di progresso e benessere. Per gli stessi motivi, sono oasi di lavoro, di benessere, di pace, sono considerate corpi estranei che rodono le comunità cristiane. I risultati li abbiamo sotto gli occhi. La Provvidenza non permette che lo stesso errore, lo stesso crimine, venga commesso due volte e la storia nemmeno. O la cristianità si schiera con Israele, o afferma che l’islam è un nemico mortale per entrambi, o riconosce che nessun dialogo è possibile con chi ha condannato l’adultera dopo che era stata graziata, o verrà spazzata via. E questo non può succedere. Non succederà. Se succedesse vuol dire che quello che è successo sul Carmelo non ha avuto senso. Quindi non succederà. Non può succedere. Cominciamo noi. Basta un’unica fiaccola perché il buio non sia assoluto. E da una candela all’altra, da una fiaccola all’altra la luce riconquista il mondo e il buio viene vinto.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Una bellissima notizia: il premio Nobel per la pace all’Unione Europea (impegnata nell'islamizzazione dell'Europa!) 16/10/2012 11:42:45 di Silvana De Mari Una bellissima notizia: il premio Nobel per la pace all’Unione Europea (impegnata nell'islamizzazione dell'Europa!) L’Unione Europea è l’istituzione che più di ogni altra si è adoperata e si sta adoperando all’islamizzazione dell’Europa. Due piccoli esempi, due minuscoli particolari che riporto in quanto, essendo piccole cose, saranno sfuggite ai più. Con il denaro dei nostri contributi, in un'Europa in crisi economica, la Ue l’anno scorso nell’ambito delle attività culturali ha indetto un premio in denaro ( molto denaro) alla migliore foto di minareto o moschea su suolo europeo, (http://www.cafebabel.it/article/36468/europa-islam-perche-concorso-minareto-piu-bello.html ). Cinque milioni di euro sono stati sperperati dalla Ue per agende scolastiche. L’agenda ogni studente se la compra da solo, scegliendo quella con la grafica e le immagini o i fumetti che preferisce. L’agenda scolastica statale viene buttata. Ma la cosa gravissima è che le agende riportavano le feste religiose di tutte le religioni meno il cristianesimo, mancavano Pasqua e Natale. Eurabia. Come l’Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita è il titolo dell’imperdibile saggio della scrittrice Bat Ye’or, nata in Egitto, in cui spiega come la Comunità Europea, insieme al mondo culturale europeo, incluso gli accademici che assegnano i premi Nobel, abbiano distrutto l’anima dell’Europa e la stiano consegnando all’islam. Bat Ye'or, come Magdi Cristiano è costretta a muoversi con la scorta: quando qualcuno subisce minacce di morte possiamo assumere che vale la pena di conoscere le sue parole. All’inizio della mia ricerca, l’antisionismo dell’Unione Europea mi sembrava un elemento accessorio della genesi e della creazione di Eurabia, e mi accingevo a ridimensionarne al massimo l’importanza, ma ben presto ho compreso l’inutilità di tale sforzo, poiché esso costituiva in realtà il nucleo essenziale, la colonna portante e la mente di Eurabia. Questa situazione è esplicitamente enunciata nella raccomandazione 11 del Progetto dei Fratelli Musulmani: «Adottare la causa palestinese nel progetto islamico mondiale, su un piano politico e attraverso la prospettiva del jihad, poiché si tratta della chiave di volta della rinascita del mondo arabo oggi». Si potrebbe pensare che questo jihad non miri solo alla distruzione di Israele. E invece è stata proprio la questione palestinese lo strumento utilizzato dal jihad per disgregare l’Europa: essa ha costituito infatti il fondamento e l’impianto organico su cui è sorta Eurabia, il cuore dell’alleanza e della fusione euroarabe, germogliate sul terreno dell’antisionismo. Ora, i rapporti tra Europa e Israele, cristianesimo ed ebraismo, non investono soltanto l’ambito geostrategico, ma rappresentano il vincolo ontologico e la linfa vitale di tutta la spiritualità dell’Europa cristiana. Sono questo collante, questa spiritualità che oggi si disfano e si disintegrano in Eurabia, dove il culto della fine di Israele, alimentato dalla «palestinità», assicura il trionfo dell’ideologia dell’odio propria del jihad. Il palestinismo, nuovo culto europeo che ha preso il posto della Bibbia, sta dando forma, all’interno di Eurabia, ai miti fondanti del jihad: la supremazia morale e politica dell’islam. Contrariamente a tutti gli altri, assegnati in Svezia, il Premio Nobel per la Pace è assegnato da accademici norvegesi: si tratta di cinque individui senza alcuna dote, fortemente politicizzati, che usano il “prestigio” e soprattutto il denaro legati al Nobel a chiunque sostenga le loro idee e dato che è il governo norvegese a nominare gli accademici il nobel (minuscolo) per la pace (minuscolo) è semplicemente un mezzo perché il governo della Norvegia estenda al mondo la sua influenza. Il Premio Nobel per la Pace viene assegnato da una commissione di cinque persone scelte dallo Storting, il parlamento norvegese. Secondo la definizione che l’Unione Europea stessa dà di antisemitismo, molti dei membri del parlamento norvegese sono antisemiti. (Dr.Manfred Gesternfeld, Behind the Humanitarian Mask). Per chiarezza, basti ricordare la reazione dell’ex primo ministro norvegese Kare Willock alla scelta di Rahm Emanuel a capo dello staff presidenziale da parte di Obama: “Non è molto promettente (come Presidente, n.d.a) se sceglie un capo di staff ebreo” (29 marzo 2011 “Norway to Jews: You’re Not Welcome Here” di Alan Dershovitz, professore di diritto a Harvard). La situazione svedese non è molto migliore, peraltro, e possiamo valutarla dall’assegnazione dei premi nobel per la letteratura, dati a personaggi sempre minori, se possibili anticristiani, antisionisti, cioè antisemiti, pieni di disprezzo per la civiltà occidentale. La Comunità Europea dal 1973 ha come scopo la disgregazione della spiritualità ebraico-cristiana, la disgregazione spirituale ed economica dell’Europa e la sua islamizzazione. L’islamizzazione avviene mediante tre passaggi: 1) Libanizzazione. Un’immigrazione massiva, cui viene riconosciuto il diritto di voto e cittadinanza così da cambiare il tessuto europeo e la maggiore demografia islamica fanno sì che l’islam sia passato da sparuta minoranza a minoranza di enorme peso nel giro di 40 anni e rischi di diventare maggioranza. 2) Affiancamento della sharia al corpo giuridico. Un musulmano non può vivere dove le leggi dell’islam non regnino, perché non potrebbe seguirle. Nell’islam la divisione tra religione e Stato non può esistere. La pretesa degli immigrati, o più spesso di cittadini islamici di prima e seconda generazione, è che vengano a loro riconosciuto il diritto a leggi opposte al diritto europeo, raccolte nella sharia. 3) Aiuti economici. La crisi economica, che permetterà l’ingresso di massicci “aiuti” arabi, con ulteriore presa di possesso. Gli sceicchi del Qatar si sono offerti, dopo aver comprato le Olimpiadi, di fornire gli aiuti necessari per le fatiscenti periferie islamiche in Germania e Francia (periferie che sono degradate solo dove sono occupate da islamici). Sul Corriere della Sera di due giorni fa un’intera pagina al principe saudita che propone aiuti all’Italia. Sono rimasta perplessa per i Premi Nobel ad Arafat, Rabin e Peres ma c’era la speranza che una vera pace potesse nascere, sono rimasta nauseata davanti agli scandalosi premi a Carter, all’Onu che ha un'Assemblea che permette a un uno Stato di dichiarare pubblicamente di voler distruggerne un altro, Al Gore, El Baradei, Ahtisaari e Barack Obama. Questo ultimo premio assegnato al gioiello del disastro economico e politico, alla più grandiosa rappresentazione, seconda solo alla defunta URSS, di una burocrazia onnipotente, mostruosa, distruttrice di ricchezza, corrotta e stolta invece mi rende felice. Individui come Barroso, Ashton, Olli Rehn, e anche Juncker, Draghi e tanti altri, grazie ai quali paesi come la Grecia, la Spagna e per certi versi anche l’Italia ed il Portogallo sono messi a ferro e fuoco e sull’orlo della guerra civile, una guerra fra poveri che, pieni di privilegi e vitalizi, stanno permettendo a banche ed alta finanza per speculare i risparmi di decine di Stati. Grazie a questi individui ora l’Europa è un luogo dove l’antisemitismo è a livelli superiori che nel '34. Il Nobel per la Pace 2012 viene assegnato all’Unione Europea per “gli oltre sei decenni di contributo all’avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani”, proprio nel momento in cui l’antisemitismo dilaga in maniera travolgente attraverso stati e oltre confini, e interi stati sono sull’orlo della bancarotta e della guerra civile. Perché sono contenta? Perché questo premio sta irritando. I disoccupati greci e anche quelli spagnoli ne hanno abbastanza di queste idiozie. Il premio arriva per cercare di rafforzare il prestigio di una Unione Europea e significa che il suo prestigio ha bisogno di essere rafforzato perché è allo sbando. Si stanno sostenendo gli uni con gli altri, mondo culturale, mondo economico e mondo politico, perché stanno sprofondando. E lo sanno. Questa Europa senz’anima e senza attributi sta morendo. Ora la necessità è ricreare gli spazi nazionali e che all’interno di questi spazi il mondo culturale si riempia di nuovo di amore per il cristianesimo e l’ebraismo. È il nostro turno.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

13/06/2013 19:21:32 Emanuel Segre Amar. Lettera al Presidente palestinese Abu Mazen: "Se volete la pace riconoscete il diritto all'esistenza di Israele" Lettera al Presidente palestinese Abu Mazen: Gerusalemme, 24 di Sivan 5773, 2 Giugno 2013 Sua Eccellenza Mahmoud Abbas, Sono nato nel 1944 a Gerusalemme, dove i miei genitori si rifugiarono per sfuggire alla deportazione che minacciava tutti gli Ebrei d’Italia... ISLAM È UNA RELIGINE DI PACE SHARIAH E FRATELLANZA! Magdi Allam: “Terrorismo? Non è devianza, ma applicazione letterale dell’Islam” 02/07/2013 16:58:09 di ilfattoquotidiano.it / Magdi Allam: “Terrorismo? Non è devianza, ma applicazione letterale dell’Islam” “Sarebbe ora che gli occidentali leggessero il Corano e la biografia di Maometto per rendersi conto che il terrorismo non è una devianza dell’Islam, ma è l’applicazione letterale dell’Islam“. Sono le parole shock rilasciate da Magdi Cristiano Allam ai microfoni di “Punto e a Capo”, il talk show di approfondimento politico in onda su Class TV. Il giornalista egiziano, commentando i fatti in Siria, accusa duramente l’Europa: “Questo Occidente è sempre tentato a legittimare comunque l’Islam, attribuendogli una valenza positiva, come se l’Islam fosse di per sé positivo e ci fossero dei Musulmani cattivi che lo interpretano malamente”. E aggiunge: “Se non arriveremo a capire e non avremo il coraggio di dire che il terrorismo islamico è l’applicazione dell’Islam, finiremo per fare la stessa fine che hanno fatto i Cristiani sulle altre due sponde del Mediterraneo, che” – continua – “fino al VII secolo erano terre cristiane. E oggi i Cristiani stanno scomparendo in modo quasi definitivo”
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Egitto, ricercatore musulmano critica l’islam e viene attaccato in tv: «È un apostata e deve essere ucciso» 13/06/2013 11:14:56 di Leone Grotti Egitto, ricercatore musulmano critica l’islam e viene attaccato in tv: «È un apostata e deve essere ucciso» www.tempi.it - «Hamed Abdel-Samad è un apostata, ha messo in discussione l’islam in modo palese e ha detto che è una cattiva religione, fascista. La sua punizione dovrebbe essere la morte». Così Mahmoud Shabaan, professore di retorica all’università di al-Azhar, la massima autorità sunnita dell’Egitto, ha accusato Abdel-Samad, ricercatore in studi politici e islamici e autore di libri critici dell’islam considerati blasfemi in Egitto, che ha partecipato lo scorso 4 giugno a un forum in Egitto dal titolo “Fascismo islamico”. «DEVE ESSERE UCCISO». Secondo Abdel-Samad, musulmano «poco osservante», «l’islam è diventata una religione fascista, mentre ai suoi inizi era aperta al pluralismo. Credo che dovrebbe rigettare la sharia e il jihad». Per queste parole il professore di al-Azhar è intervenuto pubblicamente in televisione, sul canale conservatore Hafaz, affermando: «Anche se si pente di quello che ha detto, deve essere ucciso. Il suo pentimento potrà servirgli quando si incontrerà con Dio nell’aldilà, ma ora deve essere ucciso». Anche Assem Abdel-Maged, membro del partito ultraconservatore Al-Jamaa Al-Islamiya ha fatto un appello pubblico a tutti i musulmani perché uccidano Abdel-Samad. «ISLAM FASCISTA». Il ricercatore ha chiesto protezione alle autorità egiziane: «Questo è terrorismo ideologico, quello che penso può essere ritenuto giusto o sbagliato ma ho il diritto di dirlo. Shabaan ha dato a tutti i musulmani il diritto di uccidermi e ho già ricevuto una marea di insulti e minacce su Facebook e Twitter. È curioso che cerchino di difendersi dalle accuse di fascismo con un’azione fascista, cioè uccidere qualcuno solo per aver espresso un’idea». PROTESTA ANTI-MORSI. Abdel-Samad ha chiesto anche al presidente dell’Egitto Mohamed Morsi, membro dei Fratelli Musulmani, di esprimersi su questa vicenda. Larghe frange della società egiziana accusano Morsi di tollerare il crescente estremismo islamico in Egitto e il 30 giugno ci sarà al Cairo una grande manifestazione di piazza per chiedere elezioni presidenziali anticipate.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Caos in Egitto: questa volta è il popolo a fare il colpo di stato 05/07/2013 08:15:36 di Magdi Cristiano Allam Caos in Egitto: questa volta è il popolo a fare il colpo di stato (Il Giornale) - Ammettiamolo: non solo siamo disorientati, ma anche imbarazzati, se non sconvolti e persino in colpa dal repentino cambio di regime in Egitto perché mette in assoluto in crisi la concezione tradizionale della democrazia, specificatamente la tesi ideologicamente sostenuta come un atto di fede all'insegna del politicamente corretto sulla compatibilità tra l'islam e la democrazia, infine comporta la denuncia del ruolo arbitrario, controverso, talvolta violento finora svolto dall'Occidente in Medio Oriente nel nome della democrazia. E' definibile “colpo di stato” l'intervento dei militari dopo che 14 milioni di egiziani da settimane si riversavano nelle piazze di tutto il Paese e dopo la raccolta di 22 milioni di firme che rivendicavano le dimissioni del presidente Morsi condannandolo come espressione del regime dei Fratelli Musulmani e non tutore dell'interesse nazionale dell'Egitto? La televisione ci ha regalato lo spettacolo di una grande festa in cui milioni di cittadini hanno prima invocato l'intervento dell'esercito, poi esultato all'annuncio della destituzione di Morsi, quindi condiviso la scelta dei militari di promuovere un processo di riscatto dal “tradimento” della rivoluzione. Quanto è accaduto ci dice non solo che le elezioni costituiscono semplicemente uno strumento della democrazia e che di per sé non sostanziano né esauriscono la democrazia, ma che la stessa democrazia è pienamente legittimata soltanto se l'eletto che assume il potere corrisponde fedelmente alle aspettative degli elettori. Nel caso specifico gli egiziani si attendevano da Morsi ciò che aveva loro negato Mubarak: il pane quotidiano, il lavoro sicuro, una vita dignitosa, un futuro per i giovani. Ci troviamo in un Paese in cui il 40% degli 83 milioni di egiziani vive al di sotto della soglia di povertà (con meno di 2 dollari al giorno) e in cui il 70% della popolazione sono giovani al di sotto dei 30 anni che ogni anno necessitano di 1 milione di nuovi posti di lavoro. Ecco perché così come è stato un clamoroso abbaglio, frutto dell'etnocentrismo occidentale, esultare alla “Primavera araba” come se si trattasse di una sollevazione popolare per la democrazia e la libertà così come noi le concepiamo, risulta altrettanto ingannevole oggi scandalizzarsi e denunciare un golpe che avrebbe posto fine alla democrazia. Non stupisce, anzi rincuora, il fatto che fino a questo momento nessun governo al mondo abbia ufficialmente condannato quanto accaduto in Egitto, espresso solidarietà a Morsi o denunciato l'illegalità del regime transitorio che preparerà le prossime elezioni. La destituzione a furor di popolo di Morsi corrisponde a un fallimento storico dei Fratelli Musulmani nel loro quartier generale (è in Egitto che nacque nel 1928 la più potente confraternita dell'integralismo islamico mondiale). Rivelandosi inadeguati a governare uno Stato moderno e incompatibili a interagire con uno Stato di diritto, i Fratelli Musulmani si sono auto-condannati ad essere fazione marginale nell'organizzazione complessiva del potere. Sono stati a tal punto faziosi e manichei nella gestione del potere da inimicarsi anche gli islamici più radicali, i salafiti e i jihadisti, che si sono accodati agli oppositori laici denunciando il “fascismo” dei Fratelli Musulmani. La verità è che proprio il fallimento dei Fratelli Musulmani, erroneamente paragonati alla Democrazia cristiana in versione islamica, conferma l'incompatibilità fisiologica tra l'islam e la democrazia, tra la sharia e lo Stato di diritto. E' verosimile che il contraccolpo porterà all'indebolimento dei Fratelli Musulmani in Marocco, Tunisia, Algeria, Libia e Siria. Proprio in Siria l'Occidente ha l'occasione storica di redimersi, dopo il crimine commesso con la guerra in Libia e il tradimento degli alleati Ben Ali e Mubarak. Si ponga subito fine al nuovo crimine in Siria, cessando di armare e finanziare i Fratelli Musulmani che combattono insieme ai salafiti e ad Al Qaeda, illudendosi che l'inevitabile sbocco della teocrazia islamica sia preferibile alla dittatura laica di Assad. Piuttosto vincoliamo il nostro sostegno ai regimi militari laici con la promozione di uno sviluppo che consenta ai giovani di emanciparsi da disoccupati in micro-imprenditori, in modo da creare il ceto medio senza cui non potrà mai esserci un'autentica democrazia sostanziale. Perché negare agli autocrati arabi ciò che concediamo ai comunisti cinesi di cui ci siamo a tal punto infatuati da scegliere liberamente di assoggettarci e trasformarci in una loro colonia economica? twitter@magdicristiano
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

04/07/2013 17:26:56
Francesca Siciliano
Egitto, Magdi Allam: «Non è un golpe, i Fratelli Musulmani hanno fallito, l’Occidente smetta di sostenerli»
(intelligonews.it) - «Ora toccherà anche a Tunisia, Marocco, Algeria e Libia». «Non possiamo definire un golpe quello che sta accadendo in queste ore in Egitto, perché la popolazione festeggia la...
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

“Piena solidarietà a Le Pen: no alla revoca dell'immunità parlamentare per aver denunciato l'occupazione islamica” 02/07/2013 17:14:50 di Magdi Cristiano Allam “Piena solidarietà a Le Pen: no alla revoca dell'immunità parlamentare per aver denunciato l'occupazione islamica” Come è possibile che in Francia, patria dell'illuminismo e strenuo difensore della libertà d'espressione, il Presidente del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, venga incriminata per aver detto il 10 dicembre 2010 nel corso di una riunione pubblica: “Quindici anni fa c'è stato il velo e poi si sono visti sempre più veli. Dopo c'è stato il burqa: e poi sempre più burqa. Quindi le preghiere sulla via pubblica (...) e adesso ci sono 10 o 15 posti in cui regolarmente la gente affluisce per accaparrarsi il territorio (...). Mi dispiace, ma per quelli che amano tanto parlare di Seconda guerra mondiale e di occupazione, ecco qui si può parlare di occupazione, perché questa è un'occupazione del territorio (...). Certo, non ci sono mezzi blindati né soldati, ma è pur sempre un'occupazione, e pesa sugli abitanti.” Ma stiamo scherzando? Le Pen viene incriminata per aver rappresentato correttamente la realtà dell'occupazione islamica che dopo aver eliminato quasi del tutto la realtà dei cristiani sulle altre due sponde del Mediterraneo si sta ora concentrando sull'islamizzazione dell'Europa e dell'Occidente? Così come è vergognoso che stamane il Parlamento Europeo abbia votato per semplice alzata di mano, negando il voto segreto, la revoca dell'immunità a Le Pen così come richiesto dal Tribunale di Lione, in seguito a una denuncia da parte dell’Associazione di difesa dei diritti dell’uomo per una presunta “istigazione all’odio, alla discriminazione o alla violenza contro un gruppo di persone a motivo della loro appartenenza a una religione”. Denuncio l’atteggiamento di questa Europa e delle Istituzioni europee che si sono a tal punto sottomesse al relativismo culturale, religioso e giuridico da impedire agli stessi rappresentati dei popoli liberamente eletti di esprimere posizioni a difesa della nostra cultura e della nostra civiltà, arrivando a incriminare sistematicamente tutti coloro che condannano l’islam, le moschee, il terrorismo islamico e la sharia, la legge coranica. Rivendico inoltre il diritto inalienabile dei parlamentari europei di poter esprimere liberamente le proprie opinioni nell’esercizio del loro mandato, anche in incontri politici pubblici all’interno del proprio Paese, denunciando pubblicamente il proliferare in Europa di moschee che predicano l'odio, la violenza e la morte, la diffusione del terrorismo islamico che ormai annovera tra le sue fila migliaia di cittadini europei, e tutte le imposizioni previste dalla sharia che sono in flagrante contrasto con i diritti fondamentali della persona. Siamo in un'Europa che odia se stessa, incapace di affermare e amare le proprie origini e la propria cultura ed è inaccettabile che non ci sia consentito di difenderci a casa nostra con continue incriminazioni e condanne da parte dei nostri tribunali. Continuerò con il mio impegno in Europa per garantire che i valori di libertà e democrazia vengano rispettati a tutela della nostra civiltà e dei diritti inalienabili alla vita, alla dignità e alla libertà dei cittadini europei. Per tali motivi ho espresso in data odierna nel corso della seduta del Parlamento Europeo a Strasburgo voto contrario alla revoca dell’immunità di Le Pen, contrariamente a quanto richiesto dalla magistratura succube dell'islamicamente corretto e a quanto ha votato la maggioranza del Parlamento con semplice alzata di mano. Provo vergogna e orrore per quest'Europa che tradisce se stessa ma che non possiamo in alcun modo abbandonare né alla conquista islamica né alla schiavitù dell'eurocrazia, due mali assoluti che ci stanno privando della nostra anima e ci negano il diritto di essere pienamente noi stessi qui ed ora a casa nostra. Rivolgo un appello a Marine Le Pen per promuovere insieme il Fronte europeo contro la dittatura dell'euro e la dittatura islamica, il Fronte di tutti gli europei che hanno a cuore la libertà e la sovranità. Insieme ce la faremo!
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Magdi Allam: “Terrorismo? Non è devianza, ma applicazione letterale dell’Islam” 02/07/2013 16:58:09 di ilfattoquotidiano.it / Magdi Allam: “Terrorismo? Non è devianza, ma applicazione letterale dell’Islam” “Sarebbe ora che gli occidentali leggessero il Corano e la biografia di Maometto per rendersi conto che il terrorismo non è una devianza dell’Islam, ma è l’applicazione letterale dell’Islam“. Sono le parole shock rilasciate da Magdi Cristiano Allam ai microfoni di “Punto e a Capo”, il talk show di approfondimento politico in onda su Class TV. Il giornalista egiziano, commentando i fatti in Siria, accusa duramente l’Europa: “Questo Occidente è sempre tentato a legittimare comunque l’Islam, attribuendogli una valenza positiva, come se l’Islam fosse di per sé positivo e ci fossero dei Musulmani cattivi che lo interpretano malamente”. E aggiunge: “Se non arriveremo a capire e non avremo il coraggio di dire che il terrorismo islamico è l’applicazione dell’Islam, finiremo per fare la stessa fine che hanno fatto i Cristiani sulle altre due sponde del Mediterraneo, che” – continua – “fino al VII secolo erano terre cristiane. E oggi i Cristiani stanno scomparendo in modo quasi definitivo”
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Ecco il documento dei Fratelli Musulmani che condanna il Papa copto e legittima l'attacco alle chiese in Egitto 17/08/2013 10:25:25 di Valentina Colombo Ecco il documento dei Fratelli Musulmani che condanna il Papa copto e legittima l'attacco alle chiese in Egitto (La Nuova Bussola Quotidiana) - Esercito contro Fratelli musulmani. Fratelli musulmani contro l’esercito, contro i cristiani e contro tutti coloro che non si oppongono al “colpo di Stato terrorista”. Dalia Ziada, responsabile dell’Ibn Khaldun Center” al Cairo denuncia: “I Fratelli musulmani hanno promesso attacchi massicci in tutto l’Egitto dopo la preghiera del venerdì a mezzogiorno. Lo chiamano il venerdì della rabbia! Considerando tutte le chiese e gli edifici governativi cui hanno dato fuoco negli ultimi due giorni, mi domando se qualcosa possa peggiorare ulteriormente! Per favore che Dio salvi l’Egitto dai terroristi!” Il giornalista siriano Naman Tarcha lancia un ennesimo grido d’allarme nel tentativo di farci aprire gli occhi: “I Fratelli musulmani sono un partito politico che si nasconde dietro la religione per prendere il potere”. Ormai la maggior parte degli egiziani, in particolare, e degli arabi, in generale, hanno le idee chiare: i Fratelli musulmani sono i peggiori nemici non solo della democrazia e dei diritti umani, ma anche e soprattutto dell’islam. I Fratelli musulmani non ragionano partendo dai diritti dei cittadini, ma dai diritti di quei musulmani che la pensano come loro ovvero di coloro che credono che islam e potere vadano di pari passo. Stupiscono quindi le dichiarazioni del nostro Ministro degli Esteri Emma Bonino, che tra l’altro conosce molto bene l’Egitto e parla l’arabo. Dopo l’incontro del Ministro con l’ambasciatore egiziano Amr Mostafa Kamal Helmy, la Farnesina ha diramato una nota ufficiale. La Bonino ha ribadito al diplomatico che “l’uso della forza da parte delle forze di polizia è stato brutale, sproporzionato e non è giustificabile” e ha precisato che “l’aspettativa italiana è che cessino al più presto lo stato di emergenza, ogni tipo di violenza da parte di tutte le parti coinvolte in questa crisi, la repressione e gli arresti politici indiscriminati, e che le forze di sicurezza egiziane improntino la loro condotta al criterio del massimo autocontrollo.” Nel comunicato si sottolinea altresì il fallimento del tentativo di mediazione da parte dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Nessuno vuole certo giustificare un uso sproporzionato della forza, ma non si può semplificare la situazione come se ci fosse da una parte un popolo inerme e dall’altra il tiranno cattivo. Al contrario, basterebbe una lettura dei principali quotidiani arabi per comprendere che gli egiziani, quelli che si sentono cittadini d’Egitto e non della umma, la nazione islamica, sono tutti compattati contro i Fratelli musulmani. Anche un intellettuale come Ala al-Aswani, che durante la campagna elettorale per le presidenziali aveva chiamato a costituire un fronte comune contro Ahmad Shafiq a favore di Muhammad Morsi, oggi ha le idee molto chiare: “Abbiamo gruppi armati violenti che stanno uccidendo la popolazione. Mi dispiace molto, moltissimo, per le vittime di ieri a prescindere dalla fazione di appartenenza. Ma credo che lo Stato egiziano non avesse alternativa e sono convinto che i Fratelli musulmani siano responsabili di questa tragedia”. Basterebbe anche leggere il messaggio postato su Facebook il 14 agosto scorso sul profilo della sede di Helwan del partito della Libertà e della Giustizia, legato ai Fratelli musulmani, per comprendere non solo che l’incendio delle chiese il giorno successivo non è stato casuale, anzi è stato la conseguenza di un ordine ben preciso, ma anche che Morsi e i Fratelli musulmani considerano musulmani solo gli egiziani che si schierano con loro e che non attaccano i cristiani solo se accettano la sottomissione. Il messaggio recitava come segue: “Il Papa della Chiesa [copta] ha partecipato all’allontanamento del primo presidente islamico eletto Il Papa della Chiesa ha accusato la sharia di arretratezza, immobilità e ostilità alla riforma Il Papa della Chiesa sponsorizza il black block per diffondere il caos, i borseggiatori, gli assedi e gli attacchi alle moschee Il Papa della Chiesa ha chiesto ai copti di unirsi alle proteste del 30 giugno per far cadere il presidente islamico Il Papa della Chiesa si è opposto agli articoli [della Costituzione] riguardanti l’identità islamica e si è ritirato dalla Commissione per la costituente Il Papa della Chiesa è stato il primo a rispondere all’appello di al-Sisi per conferirgli il mandato di uccidere i musulmani; e il risultato è stato di 500 morti prima della carneficina di oggi Il Papa della Chiesa ha inviato un appunto all’attuale Commissione costituente chiedendo l’abrogazione degli articoli che fanno riferimento alla sharia Dopo tutto ciò, la gente si chiede: Perché danno fuoco alle Chiese? P.S. Dare fuoco ai luoghi di culto è un reato Ma la dichiarazione di guerra, da parte della Chiesa, contro l’islam e i musulmani, è un reato ancora più grave A ogni azione equivale una reazione”. Riassumendo, i copti sarebbero all’origine dell’allontanamento di Morsi e della ribellione contro l’islam. Per questa ragione sono da punire. E sono stati puniti personalmente e nei loro luoghi di culto. Quanto agli altri egiziani, quegli oltre venticinque milioni che hanno firmato la petizione contro Morsi e quelli che non accettano più l’arroganza di Morsi, è la Guida Suprema dei Fratelli musulmani a definirli chiaramente nella sua “Lettera della Settimana”, datata 7 agosto. Le parole “tradimento” e “traditori” si ripetono ed per l’appunto è evidente l’accusa nei confronti dei musulmani appartenenti all’altro schieramento, tanto che cita il seguente versetto coranico: “Se Dio non respingesse gli uomini gli uni per mezzo degli altri la terra si corromperebbe, Dio è generoso con i mondi” (II, 251). Poche righe dopo viene citato un altro versetto coranico: “Ma non consideratelo un male, anzi per voi è un bene. Quanto a coloro che l’hanno riportata [la calunnia], ognuno di loro avrà il compenso del suo peccato e chi si è fatto carico della parte più grave avrà castigo tremendo” (XXIV, 11). Compito dei Fratelli musulmani, “unici detentori del vero islam”, sarebbe quindi riportare l’Egitto alla islamicità e alla morale islamica. La conclusione della Lettera allontana ogni dubbio sulle intenzioni tutt’altro che pacifiche dei Fratelli musulmani: “Allah è il più grande, Allah è il più grande, Allah è il più grande, non esiste altro dio al di fuori di Allah, Lui è il solo a mantenere la promessa, il Suo esercito è glorioso, sconfigge i partiti, non esiste altro di Dio al di fuori di Allah, adoriamo solo Lui con un culto sincero mentre gli infedeli lo odiano.” I Fratelli musulmani da sempre dividono l’Egitto e il mondo in amici e nemici di Dio, laddove i nemici di Dio sono i nemici dei Fratelli musulmani. I Fratelli musulmani e loro moschee ricevono e seguono i dettami della Guida Suprema senza obiettare. L’ordine è stato impartito. I martiri sono pronti. E l’Occidente non si illuda. Non sarà certo difendendo Morsi e la Fratellanza oggi che eviterà attentati terroristici domani. Se oggi combattono all’interno del mondo musulmano, domani accuseranno Europa e Stati Uniti di essere sionisti o imperialisti e ridaranno semaforo verde ai movimenti jihadisti e radicali affinché, come sempre, compiano il “lavoro sporco” in loro vece. Purtroppo fino a quando l’Occidente non comprenderà che l’islam e i musulmani non sono i Fratelli musulmani, fino a quando non ascolterà le voci interne al mondo arabo-islamico che ormai li definiscono i “Fratelli terroristi” oppure i “Fratelli che fingono di essere musulmani”, non uscirà dalla schizofrenia che lo vede da un lato predicare la tutela dei diritti umani e dall’altro sostenere e difendere chi ne è il nemico principale. http://www.lanuovabq.it/it/articoli-fratelli-musulmani-contro-tutti-7089.htm
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

sonosatanici.blogspot.com/ ] si! sono satanici! [ o, io non entrerò io, in Paradiso: "il Regno di Dio JHWH" e quindi sono io che sono al di fuori della promessa, 2. oppure: non vi entreranno i miei delatori, e quindi sono loro che sono al di fuori della promessa! Adesso tutti sono chiamati a fare la loro scelta, se stare con me, o se stare contro di me! IO SONO IN GRADO DI RISTORARE TUTTE LE PROMESSE, TUTTE LE ALLEANZE, ED INFATTI IO REALIZZO LE PROFEZIE! PERCHÉ È IMPOSSIBILE CHE UNA BENEDIZIONE, POSSA ESSERE PER QUALCUNO, SE QUESTA BENEDIZIONE, PRIMA: NON PASSA PER IL MIO REGNO DI ISRAELE!

le vostre sono chiacchiere! Le MIE SONO DIMOSTRAZIONI RAZIONALI... ecc.. infatti, tutti voi, voi avete in tasca il denaro di satana Rothschild: il Faraone moderno, e se voi foste una vera religione? una religione salvifica? Questa abominazione non sarebbe stata possibile. Ecco perché, tutte le religioni del pianeta: sono state profanate, ed hanno fallito la loro millantata dimensione salvifica! Se, voi non vi rigenerate nel mio Tempio Ebraico? voi siete tutti perduti.. certo rimane la via della misericordia, ma, i più si perderanno, perché non può ottenere misericordia, chi non ha offerto misericordia a tutti! ... e voi avete permesso che i martiri cristiani fossero uccisi dai salafiti, islamici, ecc... e non avete detto niente!

salafiti shariah 666 islamici SAUDITI ] è vero che come dite voi: "gli atei cinesi non capiscono un cazzo di teologia", ANSWER [ però loro hanno conservato la sovranità monetaria, e voi vi siete fatti impossessare dei demoni dei Farisei SPa Fmi, infatti voi avete perso la santità e la vostra religione è corrotta, perché voi portate il denaro di Rothschild nelle Moschee, e quindi tutto quello che è vostro è profanato! ECCO PERCHÉ GIUSTAMENTE VOI SIETE I TAKFIRI E GLI IRANIANI NON LO SONO, infatti anche gli iraniani non hanno perso la loro sovranità monetaria! ed ecco perché l'attuale ISRAELE è una abominazione che non potrebbe mai essere il Regno di Dio! ISRAELE È UNA ENTITÀ MASSONICA CHE HA USURPATO LA TERRA SANTA!

il fatto che, nella mia mail lorenzo_scarola@fastwebnet.it la CIA si autoaccusi di avere distrutto il Tu–154? QUESTO NON VUOL DIRE CHE LO HANNO FATTO VERAMENTE! CERTO, loro NWO 666 SpA FED FMI BCE SpA A.I. loro VOGLIONO affermare: "NOI CI SOTTOMETTIAMO soltanto, al GOVERNO MONDIALE di: UNIUS REI e, questo governo sul mondo: è lo UNICO MODO PER EVITARE LA GUERRA MONDIALE [ ok, il Tu–154, è esploso: ed i casi sono due o una bomba a bordo (già esclusa) oppure è stato colpito dai satelliti USA con raggi laser.. ED A QUESTO PUNTO TUTTE LE NAZIONI DEL MONDO SI DEVONO INTERROGARE SULLA MINACCIA CHE GLI USA RAPPRESENTANO, CON IL LORO SATANISMO PER TUTTO IL GENERE UMANO NEL SUO INSIEME!

il fatto che, nella mia mail lorenzo_scarola@fastwebnet.it la CIA si autoaccusi di avere distrutto il Tu–154? QUESTO NON VUOL DIRE CHE LO HANNO FATTO VERAMENTE! ] quindi adesso spetta a Egitto e a ARABIA SAUDITA di dare la risposta! [ può significare: "noi siamo disposti a distruggere il Nuovo Ordine Mondiale di Satana, in cambio del Regno di Israele e in subordino ai voleri di Unius REI. " .... quindi adesso spetta a Egitto ed a ARABIA SAUDITA di darci la loro risposta!
============

Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR. Italiani in Turchia, ripresi primi voli: Condizioni meteo restano difficili, centinaia ancora bloccati. [ bho ] ormai, la sharia ha sollevato un muro di diffidenza, violenza, mancanza di reciprocità, e crudeltà, un muro di 1400 anni tra noi e loro: gli assassini nazisti shariah ci minacciano: perché loro sono gli specialisti del genocidio,con la loro shariah politica teologia della sostituzione! ora, è il terrore! la Lega ONU OCI Araba MINACCIAno di sterminio tutto il genere umano! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/01/10/italiani-in-turchia-ripresi-primi-voli_e2322271-4b9a-4e1f-aeff-8e35372d57d6.html

===================
#Egitto, #Arabia #Saudita ] i satanisti Farisei hanno detto: " per favore: noi non vogliamo più essere i satanisti, del SpA FED 666 NWO, voi fratelli, figli di Abramo, voi dateci un Regno, in mezzo a voi, come fratelli" e voi avete detto: "no! noi vogliamo continuare ad essere i vostri schiavi, che comprano da voi il denaro ad interesse: potete ucciderci tutti, perché Allah ha detto, che, il mondo sarà tutto nostro shariah, perché, voi non avete il nostro coraggio, cioè quello di fare il genocidio a tutti! Quindi se avete le palle voi potete già mettere: per noi, tutte le vostre femmine alla pecorina! perché cazzo allah akbar, noi stiamo venendo a sgozzarvi tutti!!"

#islamici #genocidio #mecca #caaba ] io non vado alla ricerca di un regno: per me, IO SONO GIÀ IL REGNO DI DIO, PER VOLONTÀ DI DIO!

Mecca #Makkah #Umrah #Islam #Muslim #Caaba #Pray ] quando furono massacrati 10000 crociati, in un agguato, loro portavano insieme una preziosa reliquia della Santa Croce: in una custodia di Argento! di quella reliquia, non si sa più niente, perché fu profanata, ed io credo che bisogna chiedere all'idolo: "meteorite lunare" demoniaco genocidio a tutti, Vagina di argento di Argento: vagina [ Mecca #Makkah #Umrah #Islam #Muslim #Caaba #Pray ] se lei ne sa qualcosa: di quel voto di sterminio contro tutto il genere umano! BURN SATAN: in Jesu's name Messiah Yitzhak Kaduri ] #ISLAM siete proprio sicuri di poter sopravvivere al vostro satanismo?


666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia ] scit u sang da ngan!
=============
666 #Lega #Araba #SHARIAH [ quello che io voglio, io ho anche il potere di pretenderlo: IO VOGLIO il REGNO di: ISRAELE! #Stati #arabi: Giordania, Emirati Arabi: Bahrein, Tunisia, Algeria, Gibuti, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Somalia, Iraq, Oman, Palestina, Qatar, Comore, Kuwait, Libano, Libia, Egitto, Marocco, Mauritania, Yemen
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

L'orrore dei genitori islamici che istigano i propri figli al terrorismo suicida 19/08/2013 08:40:03 di Silvana De Mari L'orrore dei genitori islamici che istigano i propri figli al terrorismo suicida Il nostro cervello funziona grazie all’integrazione dei due emisferi. L’emisfero sinistro, quello razionale, funziona per via logica, è analitico, processa un solo pensiero alla volta, pensiero di cui siamo coscienti. L’emisfero destro funziona invece per via analogica, è sintetico, processa multipli elementi nello stesso istante. Addirittura in neurobiologia ci si riferisce ai due emisferi come a due cervelli, il cervello sinistro e quello destro, l’ingegnere e il poeta. Nelle fiabe ci sono inconsce ma straordinarie intuizioni sul funzionamento della mente umana, intuizioni di cui gli anonimi autori non erano probabilmente del tutto coscienti, ma che ci permettono di spiegare la storia. Hänsel e Gretel e Pollicino ci raccontano la realtà del cannibalismo. Nelle grandi carestie prima di morire di fame si mangiano i cadaveri, e i bambini muoiono per primi o sono più facili da acchiappare. Poteva succedere che il corpo di un bambino diventasse cibo, come rischia di capitare ad Hänsel, Gretel, Pollicino e i suoi fratelli. La Guerra dei Trent’anni ridusse la Germania a un tale livello di barbarie e carestia che la sopravvivenza fu spesso possibile solo grazie al cannibalismo: il fantasma di questa immane tragedia è rimasto intrappolato nelle fiabe. I tedeschi sono sopravvissuti mangiando cadaveri durante la Guerra dei Trent’anni e gli ucraini hanno cercato di farlo durante la carestia imposta da Stalin. E oggi? Oggi il corpo dei bambini viene mangiato dalle associazioni criminali che li trasformano in organi da trapiantare. In Cina, cellule cerebrali di feti di cinque mesi sono trapiantate a pazienti occidentali affetti da sclerosi laterale, perché ritardi la progressione della malattia. Mia madre è morta di sclerosi laterale, so cosa vuol dire, ma trovo lo stesso agghiacciante l’idea di questi feti fecondati al solo scopo di un aborto al quinto mese, quando la madre è già in grado di percepirne i movimenti e loro sono in grado di riconoscerne la voce, e di provare il dolore della morte. Cannibalismo del corpo del bambino, suo sfruttamento totale, è il mito osceno del bambino terrorista suicida. In entrambe le fiabe la violenza comincia nella casa del padre: questi, invece di usare la propria vita, il proprio corpo, il proprio sangue per sfamare i figli, invece di morire pur di portare a casa una moneta e una patata, li lascia in un pericolo mortale. In Pollicino c’è un altro punto fondamentale: volendo uccidere i Pollicino e i suoi fratelli l’orco uccide le sue stesse figlie. Chi stermina i bambini odia la vita, quindi finirà per sopprimere i propri. Il nazismo dopo aver sterminato i bambini ebrei, ha sterminato i propri. Il mito del bambino guerriero è un mito proprio di tutti i totalitarismi. Nei popoli perbene a combattere ci vanno gli uomini, dopo aver chiuso i bambini a doppia mandata da qualche parte perché vivano un po’ di più. Nel ghetto di Varsavia contro i carri armati ci sono andati gli uomini. Quando i carri armati sovietici entrano a Berlino i bambini di 11 anni vengono mandati a combatterli. Durante la rivolta d’Ungheria contro i carri armati sono stati mandati gli uomini. In Vietnam spesso combattevano giovanissimi se non bambini. Quando in una fotografia vediamo da un lato il bambino con il sasso in mano e dall’altro il carro armato, vuol dire che c’è un popolo talmente criminale da permettere che i padri restino sicuro mandando a rischiare i propri figli. Vuol dire anche che chi guida il carro armato è una persona perbene, che farà di tutto per non fare male quei bambini. Anche il mito del piccolo balilla palestinese è superato in orrore dal bambino terrorista. Chi vuole uccidere i bambini degli altri, non ha nessuna difficoltà a uccidere i propri. La fiaba di Pollicino è moderna come non mai. Il terrorismo non ha una valenza militare, solo una valenza emotiva e mediatica. Il terrorismo non esisterebbe se non fosse approvato in Occidente dalla follia degli intellettuali, parola dalla etimologia sempre più impenetrabile. Palestinesi ballavano per le strade mentre le Torri gemelle bruciavano: c’erano anche bambini in quel luogo. I palestinesi, gli arabi israeliani, reagiscono spesso con gioia alla notizia di attentati dove sono molti i bambini uccisi. Un bambino di 10 anni a Milano ha raccontato al suo iman il suo sogno. Fare l’astronauta? Il poliziotto? Il pompiere? Diventare un grandissimo medico? Scoprire un nuovo antibiotico anzi tre? Questi sono sogni e vanno bene per i bambini cristiani e per quelli ebrei, anche per quelli shintoisti buddisti induisti e sick. Sono sogni che vanno bene per un bambino che non abbia complessi di inferiorità. Nell’islam, nella crisi dell’islam, c’è uno stramaledetto complesso di inferiorità. La mancanza di scoperte scientifiche negli ultimi 8 secoli ha creato il timore che mai e poi mai ci sarà capacità di fare l’astronauta o lo scienziato, allora viene fuori il mito del terrorista. Ovviamente approvato. Il terrorismo è il mito di una civiltà che ha un complesso di inferiorità terrificante, tutto qui. Lo spiega bene il filosofo Hans Magnus Enzensberger nell’imperdibile saggio” Il perdente radicale”. La perdita della scienza, dopo i tempi d’oro di Avicenna e Averroè, è conseguente alla lettura integralista del Corano come parola diretta di Allah con la negazione del libero arbitrio e del concetto di causa ed effetto. La mela cade non perché ci sia la forza di gravità, ma per la volontà di Allah, che fino a questo istante l’ha fatta cadere verso il basso, domani potrebbe farla cadere verso l’alto o di lato. Studiare la legge di gravità è una scortesia verso Allah, che domani potrebbe far cadere le mele in altro modo, o far girare i pianeti in un altro senso. Senza la possibilità di pensiero filologico non si forma il pensiero filosofico. Dove non c’è pensiero filosofico non c’è pensiero scientifico, economico, finanziario. Da questa mancanza di pensiero scientifico economico-finanziario, e anche artistico, letterario e musicale, nasce il complesso di inferiorità. Qualsiasi sacerdote, rabbino, monaco buddista, e così via davanti ragazzina di 10 anni che ha come massima aspirazione morire uccidendo si sarebbe precipitato a cercare di dissuaderlo. Invece un autorevole dignitario islamico invitato a Milano a predicare per la festa della fine del Ramadan, Al-Bustanij, ha entusiasticamente approvato il progetto: così racconta tutto fiero in un’intervista. Gli israeliani sono tutti cattivi. Chi muore uccidendoli fa un favore al Dio dei musulmani. Lascio il giudizio etico alla coscienza di chi legge, anche perché chi un giudizio etico sulla vicenda l’ha espresso è stato minacciato da Piccardo di essere denunciato per istigazione all’odio razziale. Solo una nota di psicologia. Se qualcuno annuncia il suicidio, il terrorismo suicida è un suicidio, e ne ottiene entusiastica approvazione, ha anche un’informazione tragica sulla propria mancanza di valore. Se anche i propri genitori hanno approvato l’idea, il messaggio ultimo è che della sua vita non importa niente a nessuno perché è un irrilevante fastidio. Questo è il messaggio tremendo che i genitori palestinesi o semplicemente islamici, il loro imam, quelli che inneggiano al terrorismo suicida, danno i loro figli. Perché un uomo o un bambino diventano terroristi suicidi? Ricordate la seconda storia che si raccontano, quella di Caino e Abele? Alla base del terrorismo suicida c’è l’odio irrisolvibile dei figli non amati per i figli amati.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Egitto, arrestato la Guida dei Fratelli Musulmani. Strage di 25 militari 20/08/2013 08:57:58 di Ansa . Egitto, arrestato la Guida dei Fratelli Musulmani. Strage di 25 militari La tv di Stato egiziana ha annunciato l'arresto della guida dei Fratelli musulmani, Mohamed Badia. La cattura sarebbe avvenuta in appartamento nei pressi di Rabaa, sul viale Tayaran, nella capitale egiziana. L'emittente egiziana Ontv, vicina al governo, ha trasmesso in esclusiva le immagini di Badia dopo il suo arresto: la guida spirituale della Confraternita appare in buone condizioni, seduto su un divano con un paio di uomini armati di Ak47 al fianco. Nel blitz che ha portato alla cattura della guida dei Fratelli musulmani Mohamed Badia, è stato arrestato anche il portavoce dell'Alleanza delle formazioni pro-Morsi Youssef Talaat. Lo riferiscono le tv egiziane. Badia "è solo uno dei membri della Fratellanza musulmana, la confraternita che è nel cuore di tutti gli egiziani che rifiutano il golpe militare": lo ha detto uno dei portavoce della Fratellanza, Ahmed Aref, in un primo commento a caldo sull'arresto del loro leader. Solo qualche giorno fa, la guida della Confraternita aveva esortato i confratelli a "resistere fino alla vittoria". I Fratelli musulmani hanno nominato Mahmud Ezzat guida provvisoria della confraternita. Le preghiere funebri hanno abbracciato anche ieri il Cairo al calar della sera: due stragi raccapriccianti, costate la vita nel complesso a oltre 60 persone, hanno tinto di rosso la terra d'Egitto, con il suo padre-padrone Hosni Mubarak che uscirà dal carcere entro due giorni, riacquisterà i gradi e tornerà, almeno per qualche tempo, a essere uno dei protagonisti della vita politica del Paese. Nel Nord del Sinai un gruppo di 11 uomini armati a bordo dei pickup - secondo le prime ricostruzioni ufficiali sull'accaduto - ha attaccato un convoglio di due minibus e costretto i 25 agenti di polizia appena congedati a scendere. Li hanno legati, fatti mettere in fila, poi hanno sparato uccidendoli tutti. I cadaveri degli agenti sono stati trovati poco dopo, in un bagno di sangue sul ciglio della strada. Sul piatto di una realtà già molto esplosiva è arrivata in giornata la notizia della scarcerazione di Hosni Mubarak. ''Non è stato condannato, sono passati i 18 mesi di carcerazione preventiva, è quindi suo diritto uscire entro le prossime 48 ore'', sottolinea il suo avvocato Farid el Dib. A causa di questo procedimento ancora in corso, Mubarak otterrà una libertà condizionata, forse in un ospedale militare forse direttamente ai domiciliari in casa, ''saranno i giudici a decidere'', spiega il legale. La diplomazia frattanto e' sempre al lavoro: mercoledi' i ministri degli esteri della Ue si riuniranno per ridefinire le relazioni dell'Europa con l'Egitto. Tra le ipotesi di pressione, la riduzione degli aiuti e l'embargo della fornitura di armi. Il Dipartimento di Stato Usa ha assicurato che non tagliera' i suoi aiuti, ma ha ribadito un fermo no allo scioglimento dei Fratelli musulmani. Riad ha invece confermato l'offerta di aiuto al Cairo, dicendosi pronta a rimpiazzare i tagli dell'Occidente. http://www.ansa.it/iphone/fdg/9155537.html
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Come il Corriere della Sera e la stampa italiana manipolano la realtà dei clandestini e degli islamici 21/08/2013 11:36:34 di Pier Luigi Melis Come il Corriere della Sera e la stampa italiana manipolano la realtà dei clandestini e degli islamici “Quarto potere”, come sappiamo, è uno dei film più noti della storia del cinema. Esso prende il titolo da quello che è il potere della stampa e dei mezzi di comunicazione in generale: un potere vero e proprio, che crea i presupposti dei poteri economico e politico attraverso quello della persuasione. Tali poteri, possiamo dire, vivono tra loro in simbiosi, alimentandosi e rafforzandosi a vicenda. Quanto il quarto potere sia appetito e conteso lo vediamo prima di tutto a casa nostra. Un paio di esempi: la Fiat e Berlusconi sono proprietari di testate giornalistiche e televisive; tutti i governi che si succedono considerano prioritario lo spoil system delle numerose emittenti RAI. Non che per questo in Italia sia conculcata la libertà di parola, anzi, chiunque può liberamente esprimere la propria opinione entro i confini fisiologici di qualunque diritto: il problema si presenta quando la cappa dell’autocensura in nome del politicamente corretto sovrasta quasi ogni mezzo di comunicazione. Gli effetti perversi della malefica sinergia quarto potere-politicamente corretto si manifestano su diversi temi, in particolare su immigrazione ed islam. In virtù (sarebbe meglio dire “in vizio”) di tale devastante binomio l’immigrazione è vista come cosa buona a prescindere, così come le religioni – eccezion fatta per il cristianesimo, violentemente criticato spesso e volentieri – sono messe tutte sullo stesso piano, indipendentemente dai contenuti. Che la sinistra sguazzi sul politicamente corretto per fini puramente elettorali e quindi di potere (si rilegga, in proposito, quanto recentemente scritto da Peter Hitchens sulla strategia immigratoria dei laburisti in Gran Bretagna) è cosa risaputa, ma che anche la destra vi si accodi è abbastanza incomprensibile. Salvo che non vi siano forti interessi economici (dello stesso Berlusconi o di altri personaggi a lui politicamente ed affaristicamente vicini) che suggeriscano di sostenere, sia pure per differenti ragioni, le medesime tesi della sinistra. Ed è sicuramente così, a meno di contagiose patologie mentali selettivamente diffuse tra politici ed imprenditori di area liberale. In questi giorni stiamo assistendo a due rilevanti fenomeni, tra loro sicuramente legati, gravidi di conseguenze negative per tutto l’Occidente ed in particolare per il suo ventre molle, l’Italia: le guerre civili del mondo arabo-islamico e la massiccia immigrazione clandestina da tali aree geopolitiche. Vediamo, allora, come agisce nei nostri confronti il quarto potere riguardo agli avvenimenti di cui sopra. Gli sbarchi dei clandestini sono presentati come fenomeni impossibili da contrastare poiché le zone di provenienza dei migranti (eufemismo che sostituisce il termine “clandestino”, definitivamente bandito dal linguaggio politicamente corretto) manifesterebbero endemiche situazioni di guerra e povertà. Si nascondono i costi economici e sociali che dobbiamo accollarci, ma si fa leva sul nostro sentimento di pietà, si loda l’umanità di papa Francesco (anche i migliori pontefici, e Bergoglio è tra questi, possono sbagliare) per la sua visita a Lampedusa. Si definiscono addirittura “eroi” (Repubblica) quei bagnanti che hanno soccorso i clandestini con una catena umana (quasi che avessero rischiato la vita!). Si brandisce lo ius soli come la magica soluzione per tutti i problemi nostri e loro. Invece quasi si tace quando i clandestini manifestano a Lampedusa contro il nostro diritto di identificare chiunque entri nel nostro Paese oppure distruggono le strutture che li ospitano. Dubito che non ci si renda conto che certe sciagurate azioni e dichiarazioni di governo e ministri (in particolare la Kyenge) incrementino sensibilmente gli sbarchi, penso invece che si perseveri nella folle determinazione della sinistra europea di presa e consolidamento del potere attraverso forti iniezioni di nuovi elettori immigrati. Il quarto potere ci fa accettare di buon grado tutto ciò con la manipolazione delle nostre menti. Idem per quel che riguarda quanto sta succedendo in nord Africa e nel medio Oriente. In particolare in Tunisia, Turchia ed Egitto, abbiamo assistito al fallimento, certificato da imponenti manifestazioni di piazza, dell’islam politico che si riconosce nell’ideologia dei Fratelli musulmani: in Turchia Erdogan è stato violentemente contestato per il suo piano di islamizzazione strisciante, pur avendo conseguito brillanti risultati in campo economico, mentre in Tunisia, ma soprattutto in Egitto, la Fratellanza ha fallito sul duplice piano sociale ed economico. L’unico obiettivo dei seguaci di al-Banna è l’imposizione della sharia, tutto il resto è trascurabile. Ora, dopo l’evidente disastro dei governi islamici, recentemente promossi d’ufficio a democratici da Usa ed UE, e da essi benedetti come paladini dei diritti umani ed acerrimi nemici dei terroristi, i media dovevano naturalmente qualche chiarimento al proprio pubblico, per spiegare che comunque avevano avuto ragione. Esemplare, in merito, è la tattica utilizzata dal quarto potere attraverso il Corriere della Sera. Il giorno 17 agosto 2013, il quotidiano di via Solferino pubblica due articoli sull’Egitto. Uno, a firma Elisabetta Rosaspina, è un’intervista a Renaud Girard, corrispondente del quotidiano francese “Le Figaro”. Costui, dopo decenni di viaggi e di cronache in medio Oriente, arriva alla conclusione – alla luce dei recenti avvenimenti in Egitto, ma anche in Turchia – che islam e democrazia [io avrei aggiunto l’aggettivo “liberale”] sono incompatibili. E ne fornisce anche la spiegazione: «Perché non esiste nella civilizzazione musulmana una separazione tra la sfera religiosa e la sfera politica. Non c’è mai stata, dal VII secolo in poi, quella separazione tra potere religioso e potere politico che invece è alla base della civiltà occidentale. E fin dal principio del Cristianesimo, se è vera la frase che i Vangeli attribuiscono a Gesù: date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Cristo non voleva interferire con la politica». Monsieur Giraud, benvenuto nel club dei realisti, anche se con un pizzico di ritardo. Il secondo articolo, che surrettiziamente fa da contrappeso al primo, è firmato da uno dei pezzi da novanta della testata milanese, Sergio Romano. La prima parte dello scritto è di contenuti banali, riferisce fatti arcinoti come la fiducia inizialmente riposta nei confronti dei cosiddetti islamisti moderati come Erdogan e Morsi da parte dell’Occidente e le successive delusioni dovute al fatto che “….la linea politica adottata dai Fratelli dopo la conquista del potere era diventata inquietante. Troppo Corano, troppa Sharia, troppe tentazioni autoritarie, troppa ostilità per i costumi laici di una larga parte della borghesia e dei giovani di piazza Tahrir. Dopo avere promesso moderazione e comprensione, Morsi è parso, con il passare del tempo, sempre più prigioniero dalla fazione aggressiva e militante. Ipocrisia? Duplicità? Machiavellismo islamista? La risposta a queste domande è almeno in parte nella storia della Fratellanza e delle sue esperienze.”. Già dopo poche righe di dotta acqua calda, il valente professore ed ex ambasciatore arriva all’enunciazione del teorema: la risposta al modo di operare degli islamisti al potere sta “nella storia della Fratellanza e delle sue esperienze.” Segue, per i restanti tre quarti dell’articolo, la dimostrazione della brillante tesi romaniana, cioè un riassunto della storia del movimento politico-religioso fondato da al-Banna dall’inizio ai giorni nostri. Chi eroicamente termina la lettura del noioso articolo non può non notare come nelle valutazioni dell’insigne accademico non vi sia alcun accenno alla duplice natura religiosa e politica dell’islam, che ritroviamo invece nel pensiero (tardivo) di Girard, quale causa dei recenti fallimenti del governo Morsi. Per Romano non conta che lo statuto dei Fratelli musulmani preveda esplicitamente l’instaurazione della legge coranica: il fallimento soprattutto democratico degli islamisti egiziani è solo questione di esperienze. Ecco infine il messaggio subliminale lanciato dal Corriere della Sera per la penna dell’esimio cattedratico: non è vero che i Fratelli musulmani e le formazioni politiche che ad essi si richiamano siano refrattarie alla democrazia, dipende soltanto dalla loro storia. Più chiaro di così! La manipolazione tentata dal più diffuso quotidiano italiano è stato replicata, in forme sia pure differenti, da numerosi altri mezzi di comunicazione, in perfetto coordinamento con i politici europei (tra cui il nostro ministro degli esteri Bonino) che condannavano senza mezzi termini il golpe di al-Sisi, ovviamente tacendo sulle violenze contro i cristiani copti e non solo, e sulla distruzione di svariate decine delle loro chiese. Fateci caso, e ditemi se sugli esempi che ho riportato il quarto potere non ha messo in funzione tutto il proprio arsenale mediatico per convincerci ad adottare soluzioni totalmente contrastanti con i nostri interessi. Per fortuna noi possediamo un’arma (pacifica) ancora più micidiale, Internet: ricordiamoci come ha funzionato egregiamente in nord Africa, Turchia ed Iran. Ma i Citizen Kane di oggi sembrano non volerlo comprendere.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Papa Francesco, la cristianità è sotto attacco! Abbiamo bisogno di uomini di coraggio e di fede! Basta con la ricerca del dialogo con chi ci massacra! 22/08/2013 09:56:36 di Silvana De Mari Papa Francesco, la cristianità è sotto attacco! Abbiamo bisogno di uomini di coraggio e di fede! Basta con la ricerca del dialogo con chi ci massacra! Gentilissimo Papa Francesco, come sta? Spero bene, dopo aver dormito questa notte in un bianco letto pulito, all’interno di una casa sulla cui porta nessuno ha fatto la croce per segnalare che quella è la casa da bruciare. In Egitto le case di cristiani sono segnate da una croce indelebile perché poi i Fratelli Musulmani possano bruciarle. Sono certa che lei avrà fatto un’ottima prima colazione, deve essere bello mangiare in pace dopo aver dormito in pace, una sensazione che molti cristiani in questo momento non hanno. Le scrivo per farle i miei più vivi complimenti per le sue ultime parole, quelle in cui spiega che la cosa più importante è il dialogo. Io credevo fosse la verità! Io credevo che la cosa più importante fosse la dignità umana, il diritto alla libertà, perché solo se è libero l’uomo può avvicinarsi a Dio, seguendo la libertà dell’obbedire, oppure allontanarsi da lui, seguendo la libertà di andare all’inferno, che deve comunque essere un diritto costituzionale. Io credevo che la cosa importante fosse non essere perseguitati, non sentire le urla dei propri figli e delle donne, e invece no: la cosa importante è il dialogo. Il villaggio era pieno di cadaveri. In un cortile c’erano un gruppo di donne (armene) ancora vive. I soldati (turchi) si divertivano a frustarle. Poi uno ebbe l’idea di prendere un tamburo e farle danzare. «Danzate, donne, danzate quando sentite il tamburo». Urlavano i soldati mentre le fruste schioccavano sulle schiene di quelle poverette, lacerandole. «Scoprite il seno e danzate. Danzate finché siete vive». Urlavano i soldati. Uno di loro è andato a prendere una tanica di cherosene e l’ ha versato addosso alle ragazze. «Danzate urlavano tutti, danzate fino a che siete vive e sentite questo aroma più dolce di ogni profumo.» Poi hanno appiccato il fuoco. I poveri corpi si sono contorti fino alla morte. E io, ora, io che sto raccontando questo, come potrò mai, ditemi, levarmi quei poveri corpi dagli occhi? Racconto di una testimone tedesca, Isola di Hectamar, Turchia, 1915 Gli armeni, quindi, incluse le donne di Hectamar furono dei babbei, nel senso etimologico di impediti della parola. Non dialogarono. Avessero dialogato tutto si sarebbe risolto. Le successive righe riguardano la sorte dei bambini ebrei gemelli. Anche gli ebrei non dialogarono. Avessero dialogato tutto questo non sarebbe successo. Le parole Male, Abominio, non le nominiamo. Dividiamo la responsabilità al 50% tra nazisti e ebrei, che non hanno dialogato. O la diamo tutta agli ebrei che non dialogarono? I gemelli erano studiati da Menghele, per capirne "il segreto". Se i tedeschi fossero riusciti ad avere parti gemellari in continuazione, sarebbero stati numerosissimi e avrebbero conquistato il mondo prima. La demografia come arma di guerra è fondamentale per tutti i tipi di nazismo, tedesco, palestinese, islamico in generale. Chiunque non sia completamente idiota, anche in quegli anni, capiva che la cosa da studiare era l'ovulazione della madre, non il corpo dei gemelli, ma Menghele, come molti crudeli, era anche completamente idiota. Dopo essere stati selezionati sulla banchina dei treni erano sottoposti ad una doccia per poi essere condotti nell'ambulatorio medico. Gli esami iniziavano dalla testa, non sottoposta alla rasatura, che veniva misurata accuratamente anche per più giorni. Successivamente tutto il corpo veniva esaminato a raggi X. Solitamente poi era applicato loro una specie di tubo al naso che insufflava nei polmoni un gas provocando una tosse violenta. L'espettorato era raccolto ed esaminato. Infine i bambini erano fotografati, con particolare attenzione ai capelli e ai peli delle ascelle. Il giorno successivo, di mattina presto venivano condotti in una stanza nella quale vi era un tino con acqua calda e una serie di tavole. Costretti ad immergersi nel tino, venivano poi legati ad una tavola in modo che i capelli ricadessero all'esterno. Una parte dei capelli veniva strappata in modo da estrarne anche la radice. Dopo questa operazione erano reimmersi nel tino parecchie volte e l'operazione veniva ripetuta diverse volte. Quando il numero di capelli raccolti era stata ritenuta sufficiente, i bambini erano completamente rasati, depilati e nuovamente fotografati. La fase seguente consisteva nel praticare clisteri di due litri seguiti da esami rettali e gastrointestinali senza alcuna anestesia. Il giorno dopo era la volta di un esame urologico con prelevamento di tessuti dai reni, dalla prostata e - nei maschi - dai testicoli, senza alcuna anestesia. I bambini venivano legati e imbavagliati durante questi prelievi chirurgici. Dopo tre settimane di esami i due gemelli venivano uccisi simultaneamente con un'iniezione al cuore; i cadaveri venivano dissezionati e gli organi interni inviati al professor Verschuer all'Istituto di ricerca biologico-razziale di Berlino. Questi procedimenti rappresentavano la norma, ma Mengele stava conducendo sui gemelli studi suoi in relazione a progetti condotti da Verschuer e dai suoi collaboratori. Uno di questi riguardava le anomalie dell'apparato visivo. Mengele si interessava particolarmente alla eterocromia, uno scoloramento dell'iride dell'occhio causato da atrofia del pigmento. Questa patologia presenta e comporta una colorazione dell'iride chiara, blu acqua ad un solo occhio. Mengele si interessava ai casi di eterocromia soprattutto nei gemelli. Il suo obiettivo era trovare il modo di influire sul colore degli occhi trasformandoli da scuri ad azzurri e per far questo iniettava nell'iride metilene blu. Il risultato erano atroci sofferenze, cecità e nessun cambiamento. Interessante notare che questi esperimenti non avevano alcuna base scientifica. Dopo l'eliminazione dei gemelli, i loro occhi venivano espiantati e inviati a Berlino alla dottoressa Karin Magnussen. A Berlino, Verschuer ed il suo assistente, il biochimico Gunther Hillmann, si interessavano allo studio delle proteine del sangue e inseguivano il sogno di riuscire a trovare una differenza sostanziale tra il sangue degli ebrei e quello degli ariani. Per questo Mengele si impegnava nell'operare prelievi di sangue da inviare a Berlino. Spesso il prelievo di sangue era totale e terminava soltanto con la morte del bambino. E ora arriviamo a noi, Santità, al suo gregge o a quello che ne rimane. Qui sotto l’elenco enormemente approssimato per difetto, è della settimana scorsa, di chiese, case e negozi cristiani bruciati in Egitto. Questa notte è arrivato un sms da padre Nader, dalla Siria: pregate per noi, ci stanno massacrando. Tranquillo Santità: gli abbiamo risposto spiegando che deve dialogare. Le sue parole trovano conferma anche nel Vangelo. Gesù Cristo tacque davanti a Pilato, avesse dialogato, tutto sarebbe andato meglio. Avesse dialogato anche prima, trovando una sana posizione di equilibrio, il giusto compromesso, ascoltando anche gli altri senza questa pretesa così poco postmoderna che solo lui era la Verità e la Via, le cose Santità, si sarebbero aggiustate, non è vero? Anche San Pietro e San Paolo era gente di scarso dialogo, assoluta incapacità a trovare un compromesso, questa becera pretesa che la Verità fosse la loro e che gli altri andassero salvati all’errore. Il dialogo, consiste nel trovare un accordo, Santità, tra quello che sto dicendo io e quello che sta dicendo il mio antagonista, non uso il termine nemico, so che lei sussulterebbe davanti a un termine così desueto e duro. Se il mio antagonista dice che Gesù Cristo era un profeta il cui unico scopo era preannunciare la venuta di Maometto, qual è il punto di dialogo? In quale punto dei Vangeli sta scritto che Gesù ha preannunciato la venuta di Maometto? Scusi Santità: io capisco che la verità può essere arrotondata, che ci sono varie sfumature, ma che tutto e il contrario di tutto sia contemporaneamente vero e falso, mi sembra contrario al principio di realtà, che è un termine colto per dire che è un’idiozia. O una vigliaccata. La cristianità è sotto attacco, Santità.
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.

Tranquillo Santità: gli abbiamo risposto spiegando che deve dialogare. Le sue parole trovano conferma anche nel Vangelo. Gesù Cristo tacque davanti a Pilato, avesse dialogato, tutto sarebbe andato meglio. Avesse dialogato anche prima, trovando una sana posizione di equilibrio, il giusto compromesso, ascoltando anche gli altri senza questa pretesa così poco postmoderna che solo lui era la Verità e la Via, le cose Santità, si sarebbero aggiustate, non è vero? Anche San Pietro e San Paolo era gente di scarso dialogo, assoluta incapacità a trovare un compromesso, questa becera pretesa che la Verità fosse la loro e che gli altri andassero salvati all’errore. Il dialogo, consiste nel trovare un accordo, Santità, tra quello che sto dicendo io e quello che sta dicendo il mio antagonista, non uso il termine nemico, so che lei sussulterebbe davanti a un termine così desueto e duro. Se il mio antagonista dice che Gesù Cristo era un profeta il cui unico scopo era preannunciare la venuta di Maometto, qual è il punto di dialogo? In quale punto dei Vangeli sta scritto che Gesù ha preannunciato la venuta di Maometto? Scusi Santità: io capisco che la verità può essere arrotondata, che ci sono varie sfumature, ma che tutto e il contrario di tutto sia contemporaneamente vero e falso, mi sembra contrario al principio di realtà, che è un termine colto per dire che è un’idiozia. O una vigliaccata. La cristianità è sotto attacco, Santità. Abbiamo bisogno di uomini di coraggio. E di fede. Non ci sono altre strade, se non il coraggio e la fede. Qui sotto l’elenco enormemente approssimato per difetto, è della settimana scorsa, di chiese, case e negozi cristiani bruciati in Egitto Chiese cattoliche e conventi • 1. Chiesa francescana e scuola (strada 23) - Bruciata (Suez) • 2. Monastero del Santo Pastore e ospedale - Bruciati (Suez) • 3. Chiesa del Buon pastore; monastero del Buon Pastore - Molotov e attacco (Asuit) • 4. Chiesa copta cattolica di san Giorgio - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 5. Chiesa dei gesuiti - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 6. Basilica di Fatima - Attacco - Heliopolis • 7. Chiesa copto-cattolica di san Marco - Bruciata (Minya - Alto Egitto) • 8. Convento francescano (suore del Cuore immacolato di Maria) - Bruciato (Beni Suef, Alto Egitto) • 9. Chiesa di santa Teresa - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) • 10. Chiesa francescana e scuola - Bruciati (Asuit, Alto Egitto) • 11. Convento di san Giuseppe e scuola - Bruciati (Minya, Alto Egitto) • 12. Chiesa del Sacro Cuore dei copti cattolici - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 13. Convento delle suore di santa Maria - Attacco (Il Cairo) • 14. Scuola del Santo Pastore - Attacco (Minya, Alto Egitto) Chiese ortodosse ed evangeliche • 1. Chiesa anglicana di san Salvatore - Bruciata (Suez) • 2. Chiesa evangelica di St Michael - Circondata e saccheggiata (Asuit, Alto Egitto) • 3. Chiesa copto-ortodossa di san Giorgio - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 4. Chiesa di Al-Esla - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) • 5. Chiesa avventista - Bruciata; il pastore e sua moglie rapiti (Asuit, Alto Egitto) • 6. Chiesa degli Apostoli - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) • 7. Chiesa del Santo rinnovamento - Bruciata (Asuit, Alto Egitto) • 8. Centro diocesano copto ortodosso di Qusiya - Bruciato (Asuit, Alto Egitto) • 9. Chiesa di san Giorgio - Bruciata (Arish, Nord Egitto) • 10. Chiesa di san Giorgio ad al-Wasta - Bruciata (Beni Suef, Alto Egitto) • 11. Chiesa della Vergine Maria - Attacco (Maadi, Il Cairo) • 12. Chiesa della Vergine Maria - Attacco (Mostorod, Il Cairo) • 13. Chiesa copto-ortodossa di san Giorgio - Attacco (Helwan, Il Cairo) • 14. Chiea di santa Maria di El Naziah - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 15. Chiesa di santa Damiana - Saccheggiata e bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 16. Chiesa di san Teodoro - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 17. Chiesa evangelica di al-Zorby - Saccheggiata e distrutta (Fayoum, Alto Egitto) • 18. Chiesa di san Giuseppe - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 19. Scuola francescana - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 20. Centro diocesano copto-ortodosso di san Paolo - Bruciato (Gharbiya, Delta) • 21. Chiesa copto-ortodossa di sant'Antonio - Bruciata (Giza) • 22. Chiesa copta di san Giorgio - Bruciata (Atfeeh, Giza) • 23. Chiesa della Vergine Maria e del padre Abramo - Bruciata (Delga, Deir Mawas, Minya, Alto Egitto) • 24. Chiesa di san Mina di Abu Hilal Kebly - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 25. Chiesa battista di Beni Mazar - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 26. Chiesa di Amir Tawadros - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 27. Chiesa evangelica - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 28. Chiesa di Anba Moussa al-Aswad- Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 29. Chiesa degli Apostoli - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 30. Chiesa di santa Maria - Tentativo di incendio (Qena, Alto Egitto) • 31. Chiesa copta di san Giorgio - Bruciata (Sohag, Alto Egitto) • 32. Chiesa di santa Damiana - Attaccata e bruciata (Sohag, Alto Egitto) • 33. Chiesa della Vergine Maria - Bruciata (Sohag, Alto Egitto) • 34. Chiesa di san Marco e centro comunitario - Bruciati (Sohag, Alto Egitto) • 35. Chiesa di Anba Abram - Distrutta e bruciata (Sohag, Alto Egitto) Istituzioni cristiane • 1. Casa del p. Angelos (pastore della chiesa della Vergine Maria e del padre Abramo) - Bruciata (Minya, Alto Egitto) • 2. Proprietà e negozi di cristiani - Bruciati (Arish, Nord Egitto) • 3. 17 case cristiane attaccate e saccheggiate (Minya, Alto Egitto) • 4. Case cristiane - Attaccate (Asuit, Alto Egitto) • 5. Uffici della Fondazione evangelica - Bruciati (Minya, Alto Egitto) • 6. Negozi, farmacie, hotel di proprietà di cristiani - Attaccati e saccheggiati (Luxor, Alto Egitto) • 7. Libreria della Bible Society - Bruciata (Il Cairo) • 8. Bible Society - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto) • 9. Bible Society -Bruciata (Asuit, Nord Egitto). Edifici di proprietà di cristiani bruciati • 1. 58 case • 2. 85 negozi • 3. 16 farmacie • 4. 3 hotel (Alto Egitto) • 5. 75 autobus e auto
666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray

 Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.